Torna la puzza a Pescara: è il sansificio sott’esame

1 Aprile 2016

Prelievi in corso nell'impianto di via Torrette: la riattivazione per le verifiche non è passata inosservata ai tanti cittadini

PESCARA. È stato riacceso da ieri, ma non sta producendo sansa, non sta funzionando, il sansificio Schiavone Biocalore di via Torrette. Da ieri è sotto esame l’impianto che tante proteste ha suscitato nei mesi scorsi per il cattivo odore prodotto e per il superamento dei limiti delle emissioni di carbonio organico. Dopo il blocco dell’attività e gli impegni presi dall’impresa con la Provincia e con l’Arta per sostituire alcuni pezzi dell’impianto e per abbattere le emissione di odori con l’installazione di un biofiltro, giudicato importante, anche secondo l’Arta, per la depurazione delle emissioni gassose provenienti dalla fase di essiccazione della sansa, ieri è scattata la verifica con la conseguente riattivazione dell’impianto.

Una riattivazione che non è passata inosservata ai tanti cittadini che dalla zona della Tiburtina fino ad alcune vie del centro hanno segnalato agli amministratori, alle associazioni ambientalistiche e anche al Centro, il ripresentarsi di un forte cattivo odore, già dalla tarda serata di mercoledì, dai più associato alla ripartenza dell’attività del sansificio.

«Di fatto non sta funzionando», ribadisce Massimo Schiavone, papà dei due titolari, «per fare gli adempimenti come da prescrizioni, si riaccende solo e soltanto per consentire a chi di dovere di fare le verifiche». E infatti, come verificato anche dal vice sindaco Enzo Del Vecchio, contattato personalmente da alcuni cittadini già dalle prime ore di ieri mattina, e stando anche a quanto riscontrato dai vigili urbani inviati nella zona industriale in seguito a tali segnalazioni, il sansificio ieri è stato riacceso seguendo il cronoprogramma stabilito da un’ordinanza della Provincia sottoscritta dal dirigente del settore ambiente lo scorso 23 marzo.

Secondo tale ordinanza, «l’impianto dovrà essere riattivato il 31 marzo (cioè ieri ndr). La messa in esercizio dovrà essere effettuata nei giorni 1, 2, e 3 aprile», dunque da oggi fino a domenica. E il 4 aprile, lunedì, dovranno essere fatti gli autocontrolli per verificare il rispetto di tutti i parametri, in presenza del personale Arta.

Al termine dei prelievi, l’impianto dovrà essere spento in attesa degli esiti delle analisi. A quel punto, dopo la valutazione degli esiti analitici la Provincia, sentita l’Arta, dovrà comunicare all’impresa se e quando l’impianto potrà essere riattivato.

Fermo restando che dal 15 giugno, e per tutta l’estate, l’attività dovrà cessare per evitare, si legge nell’ordinanza, «disagi olfattivi derivanti dallo stoccaggio della materia prima non lavorata». (s.d.l.)

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