Torna la voglia di mattone

16 Gennaio 2017

In Abruzzo aumentano le transazioni favorite dal calo dei prezzi e dai tassi bassi

PESCARA. Forse il vero affare è dietro le spalle. Forse era il 2016 l’anno d’oro per comprare casa. Ma le buone condizioni per investire nel mattone, o per comprare finalmente una prima casa, restato tutte o quasi in questo 2017, anche se la caduta dei prezzi sta frenando (con eccezioni significative come a Chieti dove la discesa continua). Il dato più solido è la franca ripresa delle compravendite, alimentata dai prezzi contenuti, dai tassi ancora bassi e dagli incentivi fiscali per alcune categorie di compratori, come documentano i dati di Nomisma pubblicati qualche giorno fa sul Sole 24 Ore.

Tre anni d’oro

Secondo il centro studi bolognese, l’immobiliare punta a confermare quest’anno i segnali di ripresa nelle compravendite. Nel 2016 hanno fatto registrare 517.000 transazioni, in risalita del 28% rispetto al massimo ribasso del 2013, anno in cui si realizzarono solo 403mila compravendite. Una tendenza rispettata con qualche variazione anche nelle province abruzzesi (come raccontiamo negli approfondimenti di lato), con Teramo al +19,85 rispetto al 2013 con 2.572 transazioni nel 2016, e 1.413 mutui erogati (+69,63%) e prezzi in discesa del 13,44% (media metro quadro 1.237 euro). Chieti è a +13,88% di compravendite con 2.876 transazioni al prezzo medio di 1.408 euro a metro quadro (-8,27%) e una richiesta di 1.544 mutui. La provincia dell’Aquila secondo Nomisma ha registrato nel 2016 un +12,86 di compravendite rispetto al 2013 con 2.378 transazioni al prezzo medio di 1.806 euro metro quadro (-13,46%) e 1.194 mutui erogati. Infine a Pescara spetta il record regionale delle compravendite, con un incremento del 34,26% (2.708) al prezzo medio di 1.923 euro al metro quadro (-12,03%) e 1.637 mutui erogati (+74,71%).

Una vera impennata che gli addetti ai lavori ritengono ancora frenata da tre fattori: un fisco che continua a penalizzare chi vorrebbe comprare per investire, le banche che tagliano fuori dal credito larghe fasce di potenziali acquirenti di prima casa, e infine l’incertezza economica che non fa mai bene al mercato.

Un 2017 crescita

E se Nomisma chiude il 2016 con una carrellata di buoni numeri, l’Ance, l’associazione dei costruttori, prova a suonare la carica per il 2017. Che potrebbe rivelarsi «l'anno della svolta» per il settore delle costruzioni, piegato da una crisi che dura ormai da quasi nove anni e che ha lasciato sul campo 600mila posti di lavoro.

I numeri di Ance sembra no addirittura più ottimistici di quelli di Nomisma. Secondo la fotografia scattata dall'associazione, nei primi nove mesi del 2016 c'è stato un aumento del 20,4% delle compravendite rispetto all'anno precedente, dai che per il 2017 fanno stimare il raggiungimento del traguardo di 550mila transazioni. A contribuire al miglioramento delle stime, sempre secondo l'Osservatorio congiunturale Ance, è stata la Legge di bilancio 2017 che ha dato «grande attenzione all'edilizia con misure relative al rilancio degli investimenti infrastrutturali e al rafforzamento degli incentivi fiscali esistenti».

Occhio ai prezzi

Ma, come si è detto, il 2017 potrebbe rivelarsi anche l’anno di svolta per i prezzi. Nel terzo trimestre del 2016, sulla base delle stime preliminari dell’Istat, l’indice dei prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, è aumentato dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e diminuito dello 0,9% nei confronti dello stesso periodo del 2015 (era -0,8% nel trimestre precedente). La flessione tendenziale è dovuta principalmente ai prezzi delle abitazioni nuove, la cui diminuzione su base annua si è accentuato (-2,1%, da -1,1% del trimestre precedente), mentre si è un po’ ridimensionato il calo dei prezzi delle abitazioni esistenti (-0,6%, dal -0,7% precedente).

Nervosismo mutui

Ma il 2017 potrebbe essere anche l’ultima chiamata utile per chi vuole prendere un mutuo a tassi convenienti. Il nuovo anno dovrebbe portare in regalo più inflazione, una risalita dei tassi (già iniziata negli Stati Uniti) e un lento esaurimento del Qe (Quantitative easing) in Europa. Il presidente della Bce Mario Draghi ha assicurato che il Qe andrà avanti oltre la scadenza inizialmente fissata (marzo 2017) ma ha anche deciso di ridurre gli acquisti, sempre a partire da marzo, da 80 miliardi di titoli al mese a 60 miliardi. Il costo del denaro per le banche potrebbe risentirne. Secondo Mutuionline.it un buon tasso fisso lo si può portare a casa all’1,5% sui venti anni e all’1,7% per i trent’anni, mentre diverso è il discorso per il tasso variabile, visto che l’Euribor continua a viaggiare sotto lo zero, tra il -0,35% e il -0,40%.

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