Torre e Bolognano contro le pale eoliche

Il progetto delle nuove installazioni al vaglio dei due comuni. E intanto un comitato cittadino dice no
TORRE DE’ PASSERI. Due comunità dell'alta Val Pescara contro le richieste di installazione di pale eoliche nei propri territori. Si tratta di due pale di potenza maggiore di quelle installate nella Gola di Tremonti di Tocco da Casauria: a Torre è stato proposto di posizionarle sulla collina che guarda il paese dalla direzione di Pietranico, e a Bolognano sull’altura di Colle Morto.
Le domande per la loro messa in opera sono state da tempo presentate nei rispettivi comuni che ora devono dare risposta. Ma nei due centri, al di là dei pareri che gli enti dovranno esprimere, e con l'obiettivo di incidere su queste decisioni, è nato nel frattempo un Comitato battezzato con il nome di “Controvento”. «Non perché siamo contrari alle energie prodotte con il vento», puntualizza il presidente del comitato, Lino Iulianello, «anzi noi siamo per le energie dolci ed alternative, ma perché i luoghi dove si vogliono imporre queste torri del vento non sono idonei, deturperebbero l'ambiente e, nel caso di Torre, sottrarrebbero spazi vitali per quella poca espansione edilizia che il paese si può concedere, visto che non possiede territorio per la crescita urbanistica, e non si accorderebbero con quelle poche aziende agricole recentemente sorte nell'intorno e che costituiscono risorse vitali ed importanti per le economie del territorio, in grado di legare in loco chi le porta avanti». Un argomento molto dibattuto in paese mentre l’amministrazione, che sta facendo tutti gli approfondimenti necessari, presto dovrà esprimersi sul tema, tenendo conto delle varie istanze provenienti da chi quelle pale non le vuole, anche perché a ridosso dall'abitato.
Anche Bolognano dice no, anche se, come spiega il sindaco Guido Di Bartolomeo, la situazione viaggia su un binario diverso. «Abbiamo rilevato che il luogo indicato è vincolato come zona archeologica di alto valore storico, per essere stato sede di antichi insediamenti italici e ora la pratica è sottoposta alla valutazione della Soprintendenza archeologica di Chieti che a breve dovrà esprimersi. Ma qui, come a Torre, i cittadini si oppongono anche perché la zona è vicina a territori vocati a produzioni agricole pregiate che necessitano di microclimi specifici e che qui, da sempre, hanno trovato acclimatazione».

