Torrente Lavino a rischio, sequestrato il depuratore

8 Dicembre 2017

 Blitz dei carabinieri forestali dopo un anno di indagini, sotto inchiesta anche il sindaco Saia in qualità di gestore dell'impianto

SAN VALENTINO. Blitz dei carabinieri forestali del Nucleo investigativo di polizia ambientale e agroalimentare di Pescara e della stazione di Tocco da Casauria ieri mattina, a San Valentino. I militari sono andati ad eseguire il decreto di sequestro preventivo del depuratore comunale in contrada Praziano, su disposizione del gip di Pescara Gianluca Sarandrea e su richiesta del pm Salvatore Campochiaro.
Le indagini, in seguito alle quali il sindaco di San Valentino Antonio Saia, in quanto gestore dell’impianto, è stato indagato per inquinamento ambientale e getto pericoloso di cose, pur avendo già commissionato a un tecnico un progetto per la ristrutturazione del depuratore, sono cominciate all’inizio dell’anno avvalendosi anche di campionamenti e prelievi del personale Arta nel pozzetto di ispezione del depuratore, e a monte e a valle dello scarico nel corpo idrico ricettore.
Alla fine gli investigatori hanno accertato, come riferisce in una nota il comandante Giancarlo D’Amato, le cattive condizioni generali e strutturali dell’impianto di depurazione. E, anche, l’immissione nel fosso Macione, affluente del torrente Lavino, di un refluo con un elevatissima carica batterica, oltre ad alti valori di azoto ammoniacale e di tensioattivi, in violazione ai parametri stabiliti dal decreto ambientale del 2006. Violazioni che, secondo gli investigatori, avrebbero portato a una compromissione o al deterioramento delle acque superficiali, arrecando offesa e molestia alle persone.
Durante il sopralluogo nel fosso, i carabinieri forestali hanno trovato anche rifiuti galleggianti di varia natura, tra cui anche assorbenti igienici e sacchetti di plastica. Nel corso delle indagini è anche emerso che il sindaco aveva già commissionato a un tecnico specializzato un progetto definitivo per la ristrutturazione totale del depuratore, ma che tale iniziativa è ancora in attesa del relativo finanziamento.
Nel corso degli accertamenti, gli investigatori hanno prodotto anche un fascicolo fotografico, una relazione tecnica e diversi rapporti di prova, vale a dire i risultati delle analisi dell’Arta di Chieti competente per le analisi delle acque.