Torta a D’Alfonso «Così festeggiamo un anno di bugie»

Maiella e Morrone, scatta lo sciopero dei servizi sociali I lavoratori: vogliamo sei stipendi arretrati e garanzie
PESCARA. Una torta per festeggiare un anno di promesse non mantenute. È il giorno dello sciopero per i 63 lavoratori dell’azienda speciale Maiella e Morrone: si ferma l’assistenza ad anziani, disabili e minori disagiati in 16 comuni della Val Pescara. Per oltre un anno, i lavoratori senza stipendi hanno continuato a garantire i servizi sociali pagando di tasca propria le spese necessarie a spostarsi da un Comune all’altro e aspettando le soluzioni annunciate dalla politica per uscire da una crisi senza fine. Soluzioni che, però, non sono arrivate e, oggi alle 10, i lavoratori tornano sotto la sede pescarese della Regione in viale Bovio, lo stesso luogo in cui il presidente Pd Luciano D’Alfonso li aveva convocato l’11 marzo dell’anno scorso promettendo un’inversione di marcia nell’ente travolto dai debiti. In un anno, però, la crisi dell’azienda si è aggravata: i debiti verso Equitalia e i fornitori, da 3 milioni di euro, sono saliti a quasi 4; i lavoratori aspettano ancora 6 stipendi arretrati; la liquidazione appare dietro l’angolo. Sono questi i motivi all’origine dello sciopero e uno dei bersagli della manifestazione è proprio D’Alfonso. «Festeggiamo tristemente un anno di promesse non mantenute consegnando a D’Alfonso una torta di compleanno tra bolle di sapone e volantini di denuncia», annuncia la sindacalista Alessandra Tersigni della Cgil. Uno striscione, anticipato ieri su Facebook, è diretto proprio al presidente: «Schiavi di oggi, disoccupati di domani. Grazie presidente». Una contestazione alla politica del centrosinistra. Perché nella giunta D’Alfonso siedono l’assessore Pd Donato Di Matteo che è stato direttore dell’azienda speciale dal 2009 al 2014 e Mario Mazzocca (Sel), sottosegretario alla giunta ed ex presidente della comunità montana Maiella e Morrone, l’ente titolare dell’azienda speciale. «Sarà un caso che Aca e Maiella e Morrone, creature di Di Matteo, versano in condizioni disastrose?», dicono l’ex deputato Maurizio Acerbo e il segretario provinciale di Rifondazione comunista Corrado Di Sante.
I lavoratori temono per il proprio presente e ancora di più per il proprio futuro perché la gestione dei servizi sociali nell’ambito 35 potrebbe passare dall’azienda speciale a un altro soggetto e, quindi, non è affatto sicuro che tutti i posti di lavoro siano salvati. Le richieste dei lavoratori sono due e sempre le stesse: «Vogliamo il pagamento immediato di tutti gli stipendi arretrati e una soluzione che garantisca continuità occupazionale per tutti».
Il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, parla di «mortificazione imperdonabile dei dipendenti» e di «scaricabarile delle istituzioni regionali»: «Lo sciopero rappresenta il fallimento della politica sociale del Pd, di D’Alfonso e dell’assessore alle Politiche sociali Marinella Sclocco che dovrebbe dimettersi per rispetto nei confronti di quelle famiglie che hanno illuso da un anno garantendo la soluzione di un problema».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

