Tozza: i presidi non creino le liste di professori no vax

2 Settembre 2021

La direttrice dell’ufficio scolastico: «Bisogna tutelare la privacy di tutti i docenti» E poi chiarisce sugli insegnanti sospesi: saranno sostituiti con normali supplenze

PESCARA. «I presidi delle scuole non potranno avere elenchi dei professori e del personale no vax, né potranno utilizzare altri dati sensibili per accelerare i controlli del Green pass». Ad annunciarlo è Antonella Tozza, direttrice generale dell’ufficio scolastico regionale che si prepara alla riapertura delle scuole, in programma il 13 settembre. Il vertice istituzionale di ieri ha chiarito anche questo aspetto, relativo alle liste dei docenti no vax, che alcuni presidi avevano richiesto nei giorni scorsi per poter accelerare i controlli all’entrata.
Dottoressa Tozza, molti presidi speravano in una proroga della riapertura delle scuole in Abruzzo. Ma siete davvero pronti per riaprire il 13?
«Ritengo sia una data ragionevole. Il ministero dell’Istruzione ha fatto di tutto per anticipare alcune procedure e consentire la ripresa in presenza delle lezioni. Non credo ci siano particolari problemi. Alcuni presidi volevano più tempo per la questione del Green pass, ma le circolari del ministero hanno chiarito anche gli ultimi dubbi e non ritengo sia necessaria una proroga. In coincidenza con l’avvio dell’anno scolastico avremo anche la piattaforma virtuale che agevolerà i controlli».
Alcuni presidi avevano espresso la necessità di avere liste precise del personale no vax per accelerare i controlli quotidiani. Lei la ritiene una soluzione praticabile?
«Il ministero dell’Istruzione e quello della Sanità hanno raggiunto l’accordo con il Garante della privacy, che aveva sollevato dei dubbi su questo tema proprio per tutelare i dati sensibili del personale scolastico. In sintesi, i presidi potranno avere le informazioni necessarie per i controlli senza visualizzare quelle ipersensibili. La piattaforma consentirà solo di sapere chi è in regola col Green pass, ma senza avere a disposizione il dato sulle condizioni di salute o sulla provenienza del certificato, come chiedeva il Garante. Da parte di tutti c’è la volontà di tutelare la privacy del personale, ma anche di agevolare il lavoro dei dirigenti perché la piattaforma avrà un sistema per memorizzare alcuni dati senza entrare nelle informazioni sensibili dei docenti o del personale Ata».
Sarà possibile avere liste dei professori no vax a prescindere dalla piattaforma e dal Green pass?
«No, questo dato non verrà utilizzato né potrà essere detenuto dagli uffici di segreteria e dai dirigenti, che non potranno stilare elenchi».
Le sanzioni contro i professori che non hanno il Green pass sono molto dure (sospensione dello stipendio alla quinta assenza). Lo ritiene un provvedimento esagerato?
«Il ministero ha ritenuto opportuno offrire un segnale forte su questo tema, ma noi probabilmente ne faremo un uso limitato. L’Abruzzo, infatti, ha dati molto positivi per quanto riguarda la vaccinazione del personale scolastico e questo va riconosciuto anche al personale stesso, che ha mostrato sensibilità e per questo contribuirà a ridurre l’applicazione di questa norma. Secondo me, con i numeri che abbiamo, l’applicazione delle sanzioni diventerà un problema marginale».
Ma i professori che saranno sospesi come verranno sostituiti?
«Parliamo di una platea ridotta in Abruzzo e non bisogna fare troppo allarmismo. Anche i dati sugli studenti vaccinati ci confortano in vista del rientro in classe in presenza e in sicurezza. Sul tema delle sospensioni, l’ufficio scolastico regionale darà tutto il supporto informativo e pratico necessario alle scuole, che però non dovranno far altro che agire con le norme già previste. Ogni scuola di ogni ordine e grado sa come fare: è un’assenza tradizionale e, nel caso dei professori, saranno normalmente organizzate le supplenze».
Lei auspica l’introduzione dell’obbligo di vaccinazione per il personale scolastico?
«Il nostro territorio è stato molto sensibile sulla vaccinazione. Dico solo che oggi (ieri per chi legge) c’è stata l’immissione in ruolo per un migliaio di docenti e non abbiamo registrato violazioni con il Green pass. Questo basta per rispondere alla sua domanda».
E invece il Green pass obbligatorio anche per gli alunni? Sarebbe una buona idea?
«I fatti superano le congetture anche qui. Abbiamo vaccinato il 100 per cento dei ragazzi dai 17 ai 19 anni... C’è una sensibilità diffusa tra i giovani su questo tema. Molti studenti si sono vaccinati anche tutelare la loro vita sociale e questo ci conforta. Probabilmente non sarà necessario rendere obbligatorio il Green pass per i ragazzi, se siamo riusciti a raggiungere numeri così alti».
Il ministero ha stipulato delle convenzioni con le Asl per i tamponi gratuiti ai docenti che non possono vaccinarsi per motivi di salute. Ma ha escluso quelli no vax. Lo ritiene un provvedimento esagerato?
«Credo che ognuno debba prendersi la responsabilità delle proprie scelte. So che l’assessore Verì aprirà un tavolo di confronto con i docenti che hanno chiesto di essere ascoltati su questo tema e magari sono indecisi sul vaccinarsi. Probabilmente ci saranno passi avanti per avere il Green pass pure con i test salivari. E questo, magari, potrebbe mettere d’accordo tutti».
In vista della riapertura del 13, che appello si sente di fare al mondo della scuola?
«Penso che la cosa più importante sia aprire e chiudere l’anno in presenza, anche facendo dei sacrifici. Questi ultimi provvedimenti ci consentono di farlo in sicurezza. Il nostro obiettivo è quello di rendere marginale la dad solo ai casi di quarantena obbligatoria. Bisogna tornare definitivamente alla vera scuola, cioè quella in presenza».
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