Tra applausi e Venditti: così si affronta la Maturità

Al Galilei i candidati accolti dagli incoraggiamenti dei compagni di scuola E al liceo classico si cantano i brani del cantautore per farsi coraggio
PESCARA. Avrebbero preferito parlare di loro stessi, dei cinque anni trascorsi al liceo o della storia dei loro avi, gli studenti dello scientifico Galilei di via Balilla, che sono stati omaggiati a sorpresa dal preside Carlo Cappello. Hanno cantato a squarciagola Venditti e si sono radunati, per farsi coraggio l'un l'altro, davanti l'istituto di via Venezia la sera prima degli esami, i maturandi del liceo classico D'Annunzio, diretto da Donatella D'Amico. Ieri, alla prima prova scritta di italiano, gli studenti pescaresi hanno scelto prevalentemente le tracce riguardanti i saggi brevi sull'ambiente, i confini, le frontiere, i territori. Le prime uscite, previste per le 15, dalle aule d'esame, sono avvenute intorno alle 13.
Jacopo Farina, 20 anni di Pescara, è stato uno dei primi a “riemergere”: «Nel mio tema», riferisce sollevato dopo aver sbocconcellato, durante la prova d'esame, un panino al pomodoro preparato da mamma Anna, «ho accennato anche all'inquinamento del nostro mare e ho parlato di ambiente come strumento introspettivo, riflettendo una correlazione tra me e una sorta di infinito leopardiano».
Nel futuro si iscriverà ad Archeologia a Roma, ma nel frattempo bisogna superare gli esami e «per questo mi sono fatto benedire da San Gabriele». Eleonora Lizzul, 19 anni , quinta C, sogna di diventare prof di lettere. Ha scelto la traccia di padri e figli d'arte nella letteratura del '900, ma avrebbe raccontato volentieri "la storia dei miei avi croati arrivati a Pescara durante le guerre».
Paura dell'esame? «L'ho superata dopo che lui mi ha preparata emotivamente». Lui è Andrea Di Cocco, 18 anni, futuro studente di ingegneria, che ha placato le ansie della sua compagna di classe mentre sorseggiavano un caffè al bar, poco prima del test.
Tamara Di Marzio, 18 anni di Corvara e Monica Placido, 19 anni di San Valentino, entrambe pendolari e sveglia alle sei ogni mattina, sono le uniche a imbracciare enormi vocabolari Garzanti: «Ma li abbiamo usati solo per cercare due parole durante il test sull'ambiente: ci mancheranno i nostri anni di liceo, che inizialmente ci facevano paura».
Amiche per la pelle, si iscriveranno a Medicina, anche se Tamara è più incline a Psicologia. Prima di ripartire in macchina, svelano la sorpresa del preside Cappello l'ultimo giorno di scuola: «Noi maturandi siamo stati applauditi tra due ali di studenti, i nostri compagni, non ce l'aspettavamo, è stato emozionante». Si aspettava argomenti come terrorismo e immigrazione, invece ha disquisito di confini e frontiere geografiche e divine, Mattia Di Persio, 19 anni di Cugnoli, 5 F come i compagni, che si dice «più preoccupato per la prova di matematica» di oggi, ma avrebbe raccontato più volentieri «le sue esperienze personali dentro una scuola che deve superare alcune difficoltà di comprensione delle esigenze degli studenti». Per Luca Controguerra, 18 anni di Pescara, futuro fisioterapista, «oggi è andata liscia, nei prossimi giorni con i test sarà più dura». Molto sicuro di sè, dichiaratamente ateo e appassionato di Nietzsche, Davide Falone, 18 anni, da grande vuole fare «l'insegnante di filosofia e basta». Escono alla spicciolata e si siedono sugli scalini a parlottare, gli studenti del liceo D'Annunzio. «Tutti in silenzio, dobbiamo fare l'intervista», zittisce con un sorriso i compagni della III H, Fabio Caracciolo, 19 anni di Pescara, che aspira a fare il giornalista oppure il professore di storia. «Mi aspettavo Pirandello», dice, «invece ho scritto un tema partendo dalle polis greche fino ad arrivare alla resistenza curda». Ludovica Costantini, 19 anni di Pescara, dopo gli studi, ambisce a uscire fuori dai confini nazionali: «Voglio studiare scienze internazionali e diventare membro delle Organizzazioni non governative». Il sogno della sua compagna, Alexandra Forcella, 19 anni, di Corvara, è studiare astrofisica.
Per placare la tensione preesame, le studentesse rivelano di aver partecipato alla festa davanti alla scuola: «Ci siamo riuniti ieri notte (martedì), eravamo una quarantina, abbiamo cantato "Notte prima degli esami" di Venditti e ci siamo scambiati opinioni, anche per farci coraggio». Andrea Ouarrak, 20 anni, nato ad Atri ma di origini marocchine, si rilassa e annuncia: «Avevo lo stomaco chiuso, ora vado a farmi un panzerotto». Ma prima una riflessione seria: «Nessuna scuola ti forma come il classico, ma dopo il liceo voglio diventare veterinario».

