Tra la Lega e le Sardine sarà un 2020 di confronti

Parlano Spinelli, promotore della piazza e D’Eramo, capo regionale del Carroccio Per Sospiri la priorità è la sanità da rivoluzionare. E Marcozzi scommette su Dubai
PESCARA. Il confronto a distanza tra Lega e Sardine. La sfida tra la piazza e il partito di maggioranza relativa. Gli obiettivi di Gennaro Spinelli, uno dei promotori del movimento, e di Luigi D’Eramo, coordinatore regionale del Carroccio. Ma anche le loro paure e gli appuntamenti che ritengono cruciali. E poi le idee per il nuovo anno, appena cominciato, del presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, cui spetta il compito di governare la difficile matassa delle nuove leggi. E sull’altro fronte, della leader M5S, Sara Marcozzi. Quattro interviste sull’Abruzzo che verrà.
VAI CON LE SARDINE
Gennaro Spinelli, qual è il suo obiettivo e quello delle Sardine per il 2020?
«Il mio obiettivo è di proseguire il percorso che ho intrapreso in questi anni, quello della costanza, della dedizione e del sacrificio. La mia etnia richiede molto sforzo per essere promulgata nel mondo. Ho anche obiettivi artistici, sono musicista e giro il mondo suonando. L'obiettivo delle Sardine è molto simile: è quello di portare avanti l'idea di umanità, un giorno alla volta, una piazza alla volta. Restare umani vuol dire non lasciarsi andare alla propaganda dell'odio. Le sardine sono questo. Alziamoci e facciamo qualcosa. Scendiamo in piazza per dire: io non ci sto, questa politica dell'odio non mi rappresenta e non fa parte di me, del nostro Abruzzo e della nostra Italia».
Che cosa temi di più dell'anno appena cominciato?
«Temo di non arrivare agli obiettivi prefissati. È un timore, non una paura. E il timore può essere affrontato con il fare. Porteremo avanti i nostri progetti per poter arrivare a più persone possibili all'interno della società».
Voi Sardine avete un avversario da sfidare?
«Non esiste un competitor delle Sardine. E Salvini non è un nostro avversario ma semplicemente un muro da sorpassare per arrivare alle persone. È solo un social network: lui senza Facebook non sarebbe nessuno. Non abbiamo i soldi di Salvini, quindi non possiamo arrivare alle persone alle quali può arrivare lui. Ma noi possiamo arrivare alla gente, quella vera. Lui pensa che siamo tutti di sinistra ma non è così perché buona parte di noi è di destra ma si è stufata del suo linguaggio».
Che faranno nel 2020 le Sardine abruzzesi?
«Da domani cominceremo le riunioni nelle province di Chieti, L'Aquila e Teramo. Avremo due eventi a gennaio e due febbraio, si parte dai capoluoghi poi nei comuni. Ma stiamo cambiando il format: faremo eventi a tema. Saranno vere sorprese».
PARLA LA LEGA
Luigi D’Eramo, qual è l'obiettivo della Lega in Abruzzo per l'anno appena iniziato?
«L'obiettivo primario, essendo noi la forza trainante del governo regionale, sarà quello di riuscire a moltiplicare le nostre iniziative legislative su temi cruciali come l'occupazione, la sicurezza, l'agricoltura, il turismo, le infrastrutture. Sono impegni che abbiamo assunto durante la campagna elettorale con gli abruzzesi. Così cercheremo di migliorare evidentemente la qualità della vita degli abruzzesi».
Teme di più l’opposizione istituzionale o le Sardine nelle piazze?
«Non temiamo nessuno. Rispetto al movimento delle Sardine penso che chiunque sia libero di manifestare rispettando i principi democratici. Qualunque idea merita rispetto, l'importante è che non si scada in azioni di odio politico o violenza verbale. Questo lo rifiutiamo chiaramente. Che cosa temo davvero? Temo i problemi dietro l'angolo, nella società e in politica. Chi amministra la cosa pubblica deve ogni giorno fare i conti con l’imprevedibile. Questo è il mio timore ma quando si ha tranquillità ed equilibrio, anche un imprevisto può e deve essere gestito nel migliore dei modi».
Quali sono gli appuntamenti importanti, se non cruciale, della Lega nel 2020?
«Spero che questo paese possa tornare alle elezioni per dare un governo che sia realmente corrispondente a quella che è la volontà politica degli italiani e degli abruzzesi.
L'Italia, così come l'Abruzzo, hanno bisogno di un governo nazionale forte che abbia grande credibilità internazionale e che sappia risolvere problemi ormai diventati annosi che stanno soffocando anche in termini economici e occupazionali il popolo italiano».
E in Abruzzo in particolare?
«L'azione di un nuovo governo nazionale porterebbe sicuramente grandi benefici anche in Abruzzo perché torneremmo ad avere una rappresentanza parlamentare importante. Se si tornasse al voto anticipato la Lega avrebbe la possibilità di eleggere il quadruplo dell'attuale rappresentanza parlamentare. Una maggiore rappresentanza parlamentare dell'Abruzzo all'interno delle due Camere darebbe un'ulteriore spinta alla regione».
Come saranno nel 2020 i rapporti con gli alleati di governo in Abruzzo? Nel 2019 ci sono stati momenti di aspra dialettica...
«In ogni grande famiglia ci si confronta, a volte in maniera più determinata. Ma credo finora ogni tipo di confronto sia stato sempre finalizzato a portare a casa risultati importanti per gli abruzzesi. Ma sono convinto che nel 2020 i rapporti saranno sicuramente buoni».
Una battuta finale per le elezioni a Chieti? Con il resto del centrodestra c’è già l’accordo del candidato sindaco?
«Anche in questo caso sono convinto che gli alleati metteranno la nostra stessa forza e la nostra stessa determinazione per portare avanti la candidatura di Fabrizio Di Stefano».
TOCCA AL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO
Qual è l'obiettivo per il 2020 di Lorenzo Sospiri nella sua carica istituzionale?
«È quello di riuscire ad abbattere o meglio ad applicare una semplificazione legislativa che sviluppi l'idea di investire in Abruzzo perché. Fare impresa deve diventare più semplice. Il mio obiettivo quindi è creare lavoro. Non solo. Nel 2020 l’Abruzzo dovrà assolutamente approvare il Testo Unico sull'Urbanistica, che è una legge ferma al 1983».
Cosa comporterebbe?
«Innanzitutto farà risparmiare suolo, rendendolo più permeabile ed evitando dissesti per fenomeni climatici sempre più forti e frequenti.
In più, la nuova legge permetterà di recuperare il patrimonio edilizio, rendendo le nostre città più sostenibili, belle e gradevoli, ad esempio con standard per i parcheggi e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Ovviamente ciò comporta anche una ripresa dell’edilizia, la leva fondamentale per il nostro Pil interno».
Che cosa teme di più nell'anno appena cominciato?
«Di timori non ne ho, diciamo che ho ansia per un governo nazionale che traballa. L’instabilità non permette a una regione piccola come l'Abruzzo di avere quella marcia in più per agganciare la ripresa. Da noi il problema principale è il lavoro. E poi spero che la Fiat, dopo aver fatto una fusione importante con i francesi di Psa, confermi gli investimenti all'interno del nostro polo dell'automotive che, dal punto di vista industriale, vale moltissimo per l’Abruzzo».
Infine quali appuntamenti cruciali ci saranno per lei nel 2020?
«È certamente l'approvazione del nuovo piano sanitario regionale fermo ormai da anni. Approvarlo vorrà dire mantenere le promesse fatte agli elettori, ovvero cambiare registro rispetto alle politiche sanitarie del centrosinistra. Il nuovo piano sanitario si pone tre sfide. La prima è il risanamento economico della Regione; la seconda è quella di mantenere gli ospedali delle aree interne e di realizzarne di nuovi; la terza sfida è che ci sia una sanità all'altezza delle aspettative degli abruzzesi».
LA PAROLA
AI CINQUESTELLE
Quali sono gli obiettivi di Sara Marcozzi e del Movimento 5 Stelle che lei coordina in Abruzzo per il 2020?
«L'obiettivo è riuscire a realizzare qualcosa di concreto per gli abruzzesi. Mi piacerebbe proporre e fare approvare un testo di legge sul Dopo di noi. È una norma che non esiste ancora in Abruzzo ma è un'emergenza sociale perché ci sono tante persone con gravi disabilità e con genitori anziani che stanno per morire. Penso quindi a questi abruzzesi che poi non sapranno più dove trovare un ricovero. Così voglio proporre in consiglio regionale una legge che li tuteli, li aiuti, li assista».
Che cosa teme di più dell'anno che è appena cominciato?
«Temo che sia un doppione del 2019, cioè un anno fatto solo di nomine e incarichi in Regione, di consulenze e aumenti di stipendi e tante illegittimità normative, con il continuo ricorso a pareri degli uffici legali per ovviare alle violazioni di norme».
Infine qual è per l’Abruzzo l'appuntamento cruciale?
«È certamente l'Expo di Dubai. Sarà importante solo se si riuscirà a rappresentare davvero la nostra regione. E lo sarà se Mauro Febbo e compagnia bella non andranno negli Emirati Arabi solo a fare i turisti ma riusciranno a imporre l’Abruzzo come una regione dove vale la pena investire».
E quindi quale suggerimento di sente di dare a Febbo?
«Io porterei a Dubai l'immagine dell'Abruzzo, dei suoi luoghi più rappresentativi, ma anche le persone, i grandi abruzzesi nel mondo. L'ultima l'abbiamo vista l'altro giorno in Consiglio regionale, Antonella Santuccione (ricercatrice in neuroscienze, di Cepagatti, nominata donna dell’anno, ndr), coinvolgendoli in un progetto di eccezionale promozione della nostra regione».

