Tra le case spunta una maxi antenna E scoppia la protesta

Francavilla, sì di Arta e Asl al nuovo ripetitore in centro Moroni: «Servono più controlli». Luciani: «È tutto in regola»
FRANCAVILLA. Un nuovo antennone della telefonia mobile è spuntato tra le case di Santa Liberata, sull’area delle ferrovie tra la stazione e il parcheggio. Il palo metallico alto 22 metri è stato issato ieri mattina, in sostituzione di quello preesistente delle ferrovie, che stava lì da anni come impianto di interesse strategico nazionale. I lavori hanno colto di sorpresa i residenti di via De Titta che si sono visti piazzare a poca distanza dalle finestre, il nuovo ripetitore dall’aspetto più impattante del precedente.
«Mi meraviglio che siano stati dati i permessi per montare in pieno centro, in mezzo alle case, un ripetitore così grande», dice un residente della zona. E gli abitanti hanno paura che spuntino altre antenne: «Il nostro timore è che vengano posizionate molte più antenne di prima».
«Sono allibito», protesta dall’opposizione di centrodestra, il capogruppo consiliare di Forza Italia, Franco Moroni, «vista la sua ubicazione, penso che la richiesta di autorizzazione di potenziamento dell’antenna, date le implicazioni relative all’inquinamento elettromagnetico e quindi alla salute dei cittadini, avrebbe dovuto essere portata all’attenzione del settore Ambiente anche al fine di predisporre gli opportuni piani di controllo, e infine, al vaglio del consiglio comunale».
«Il Comune non ha voce in capitolo sul posizionamento delle antenne, che è liberalizzato. Nel maggio 2014, Wind ha richiesto l’autorizzazione per posizionare un impianto sul terreno delle ferrovie», spiegano il sindaco Antonio Luciani e l’assessore all’Ambiente, Gianluca Bellomo, «Arta e Asl hanno dato parere positivo e nel gennaio 2015, gli uffici del servizio Suap, hanno concesso l’autorizzazione. Wind ha, quindi, presentato una Scia per sostituire il palo esistente con uno più moderno e sicuro». «Per eliminare le antenne si dovrebbe fare a meno dei cellulari», aggiunge Luciani, «personalmente non sono né favorevole né contrario all’installazione del nuovo ripetitore; è comunque meglio su un palo che sui palazzi, come ce ne sono tanti. Mi sembra, però, che si stia gridando a un “al lupo al lupo”, che non ha senso di esistere, visto che il palo esisteva già e Arta e Asl hanno dato le autorizzazioni».
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