Trabocchi da spostare intesa con i concessionari

31 Marzo 2018

Riunione in Regione per verificare l’iter amministrativo per il nuovo porto I titolari dovranno spostare le strutture a spese proprie in cambio di luce e servizi 

PESCARA. «Sul pullman che sta passando bisogna salire senza fare baccano». Riccardo Padovano, consigliere comunale con delega al Mare sintetizza così l’opportunità offerta dalla realizzazione dei nuovi moli guardiani con la conseguente delocalizzazione dei trabocchi.
Il “consiglio” arriva alla fine dell’incontro che c’è stato ieri mattina in Regione, convocato dal presidente Luciano D’Alfonso proprio per verificare lo stato di avanzamento del progetto con tutti i soggetti coinvolti. Dagli armatori, primi fruitori dell’infrastruttura, ai concessionari stessi dei trabocchi che dovranno spostare a spese proprie le storiche palafitte del mare. Una questione che in passato non aveva mancato di creare polemiche e proteste ma che ieri, stando a quanto riferito proprio da Padovano, sembrano appianate definitivamente in vista di un’intesa che dovrebbe portare, a ottobre del 2019, al trasferimento dei trabocchi sulla nuova banchina che sorgerà a nord, dell’attuale molo nord, dove insistono ora in trabocchi.
«Abbiamo una grande opportunità», rimarca Padovano, «anche per rendere più fruibili i trabocchi, visto che l’autorità portuale gli metterà a disposizione la corrente elettrica, l’acqua potabile e gli scarichi per i servizi che prima non c’erano, oltre all’illuminazione. Un’opportunità che è stata ben compresa dai diretti interessati che dovranno assumersi l’onere di spostare i trabocchi altrimenti d’ostacolo ai lavori per la realizzazione dei nuovi moli guardiani».
L’incontro di ieri è servito dunque a verificare l’intesa che pare esserci con i concessionari dei trabocchi ma, soprattutto, il percorso amministrativo del cantiere, con l’obiettivo di realizzare le nuove infrastrutture in grado di garantire la migliore sicurezza per gli operatori della pesca e, rendere moderno e competitivo il porto per le attività commerciale e turistico. «All’interno di questo quadro», ha sottolineato D’Alfonso, «dobbiamo conciliare e salvaguardare anche il patrimonio culturale che insiste nell’area, come i trabocchi, che dovranno tornare a vivere nella nuova funzionalità del nostro porto». L'importo complessivo degli interventi è di oltre 35 milioni di euro di cui 31 milioni a valere sul Masterplan. (s.d.l.)
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