Trabocchi, interviene la Sovrintendenza

31 Maggio 2019

È pronta a stoppare la norma che salva la stagione. E il Comune di Fossacesia chiude il ristorante di “Pesce Palombo”

L’AQUILA. La legge salva-trabocchi incontra un nuovo ostacolo alla vigilia dell’approvazione. La Soprintendenza abruzzese ha scritto, ieri pomeriggio, a due assessorati regionali, al Demanio e al Turismo, chiedendo un incontro urgente perché l’ente, che vigila sui beni paesaggistici, non è stato convocato e ascoltato dalla commissione Territorio prima che questa desse il via libera alla norma che autorizza i ristoranti vista mare sulla costa teatina. «Valutata l’opportunità che la scrivente Soprintendenza», si legge nella lettera, «sia coinvolta nella discussione della legge prima del suo varo, si chiede alla Regione un urgente incontro per discutere dei contenuti della norma prima di intraprendere ogni ulteriore iniziativa in merito».
A mettere sul chi va là la Soprintendenza, che potrebbe anche impugnare la norma, sono stati «i nuovi parametri tecnici e dimensionali dei trabocchi», scrive l’ente, «di 160 metri quadrati, destinati a tavolini, e con una capienza che può arrivare fino a 60 persone, e altri 50 metri quadri per servizi tecnici (come cucina e bagno, ndr), che hanno un’indiscutibile rilevanza in termini paesaggistici». Ma i bagni, sostengono gli esperti della Soprintendenza, non possono essere sistemati sul trabocco. Vanno invece piazzati sulla terra ferma. E questo la nuova legge non lo specifica. Così come non regolamenta i sistemi di smaltimento degli olii esausti delle fritture. Sono solo alcune delle obiezioni che la Soprintendenza avrebbe voluto sollevare nella commissione regionale presieduta dal consigliere leghista, Emanuele Marcovecchio, ma non ha potuto farlo perché, nella giornata d’audizione dei portatori d’interesse (Comuni, associazioni, ambientalisti e traboccanti), l’ente che vigila sull’ambiente non è stato convocato. «Si apprende da organi di stampa che sarebbe imminente il varo delle legge», infatti si legge nella lettera ricevuta dagli uffici degli assessori regionali Nicola Campitelli e Mauro Febbo. Quest’ultimo, però, si è subito reso disponibile ad un incontro per oggi mentre Marcovecchio, presidente della commissione, ha dichiarato al Centro di essere «pronto al dialogo», anche se il tema trabocchi non è più di sua competenza dopo il via libera alla legge dato dalla sua commissione.
A scuotere l’ambiente dei traboccanti, ieri è arrivata anche una seconda notizia che ha riguardato il trabocco “Pesce Palombo” di Fossacesia, tra i più famosi e ricercati della costa teatina, al cui proprietario, Bruno Verì, è stata notificata un’ordinanza da parte del responsabile dell’ufficio Urbanistica ed Edilizia del Comune costiero. Già raggiunto da un precedente provvedimento, che Verì ha impugnato davanti al Tar ottenendo però il rigetto della sospensiva, il traboccante ha ricevuto il 25 maggio scorso l’ispezione della Capitaneria di porto di Ortona che gli ha elevato una sanzione di 6mila euro per avere tenuto aperto il ristorante «senza l’autorizzazione», si legge nell’atto del geometra comunale Domenico Moretti che ha ordinato la «cessazione immediata dell’attività di somministrazione di alimenti e bevande». Così come, il 10 maggio, ha già fatto il Comune di San Vito Chietino nei confronti di un altro trabocco. La nuova norma quindi diventa vitale per queste antiche macchine da pesca trasformate in ristoranti e diventate luoghi d’attrazione per migliaia di turisti. Infine, e a margine di queste due notizie sostanziali, si registra una polemica dai toni virulenti in cui l’architetto Pierluigi Vinciguerra, responsabile lancianese di Italia Nostra, si scaglia coro i consiglieri regionali 5 Stelle per aver sdoganato gli “attici sul mare”. Così li definisce l’ambientalista frentano.