Trabocchi, la pace si è già rotta

Regione, attacco al centrodestra assente (secondo il Pd) nel momento clou
L’AQUILA. La pace sui trabocchi della costa teatina dura poco. E si rompe 48 ore dopo la commissione regionale Territorio che si è svolta giovedì all’Aquila per cercare di riscrivere una norma condivisa con tutti i portatori di interessi: sindaci, ambientalisti, traboccanti e associazioni di categoria. A rompere la tregua è il Pd teatino nonostante che il partito d’opposizione in Regione voglia raggiungere subito l’obiettivo di una nuova legge salva-trabocchi. Ma invece di tendere la mano alla maggioranza, che ha proposto il testo (da emendare), il Pd gli rifila un ceffone politico. «La legge sui trabocchi va avanti solo grazie al Partito democratico, alle minoranze che in commissione decidono di non rinviare le scelte e mantenere il numero legale. La maggioranza di centrodestra non partecipa alla commissione che deve audire i tanti portatori di interesse intervenuti». Così scrivono i Dem criticando quelle poltroncine vuote (foto a destra) nella commissione presieduta dal leghista Emanuele Marcovecchio. «Pertanto per non rinviare la discussione e rimandare a casa le tante associazioni, gli enti, i professionisti senza essere ascoltati», continuano i Dem, «i consiglieri di centrosinistra hanno deciso di mantenere il numero legale. Il grande lavoro svolto e le tante proposte arrivate faranno certamente fare un salto di qualità a una proposta (di Lega, Fi e Fdi, ndr) che sembrava più una sanatoria mascherata che una legge quadro, e tutto ciò grazie al lavoro che stanno facendo in commissione Silvio Paolucci e il Pd».
Ed è proprio Paolucci a stigmatizzare il fatto che tra gli assenti ci fossero anche firmatari della nuova legge. «Prendiamo atto che la tempistica è stretta, la stagione estiva è avviata e i traboccanti hanno urgenza di cominciare a lavorare. Pertanto», conclude la nota, «è incomprensibile la posizione del centrodestra in Regione che ha boicottato questa commissione. Se il centrodestra realmente avesse tenuto a fare la legge come fa intendere, quantomeno avrebbe dovuto partecipare in maniera compatta in commissione, senza mettere a rischio un nuovo rinvio della legge e quindi ulteriori danni per i trabocchi». In commissione si torna martedì prossimo, ma il clima è già teso. (l.c.)

