Traffico abusivo sulla “strada fantasma”

19 Agosto 2017

La nuova carreggiata tra Montesilvano e Città Sant’Angelo, da anni asfaltata e mai collaudata, è attraversata da auto e bici

MONTESILVANO. Una strada chiusa al traffico, senza collaudi, quindi molto pericolosa, viene percorsa regolarmente da auto, moto e biciclette. Accade da anni a Montesilvano, in quella terra di nessuno che collega la città adriatica a Città Sant’Angelo. Qui, tra carreggiate dissestate che fanno pensare più a un giro di giostra col cuore in gola, tipo montagne russe, nascosta tra erbacce e sterpaglie che strasbordano sul nastro d’asfalto, o quel che ne resta, sorge la nuova strada che fiancheggia il fiume Saline. Una strada fantasma.
L’asse stradale è pronto da tempo. Asfaltato e dotato in gran parte anche di guard-rail. Manca solo la segnaletica orizzontale. Questo spiega perché, esasperati dai lunghi anni di attesa per la nuova viabilità, tanti hanno cominciato a utilizzarlo, anche se non sarebbe possibile. Soluzione di necessità, piuttosto rischiosa, finalizzata a bypassare il traffico di via Vestina, nel tratto che dall'uscita della circonvallazione, in via Togliatti, porta a Terrarossa di Cappelle. Tanti si ritrovano a percorrerlo, anche gli appassionati di bici, per evitare i pericoli di via Vestina, dove mancano completamente percorsi in sicurezza per i ciclisti. Il cantiere per realizzare la nuova lungofiume è stato aperto nel 2014: i fondi sono quelli del maxi finanziamento Cipe del 2006, dedicato alla «viabilità di collegamento tra la variante della statale numero 16 e i Comuni di Montesilvano e Città Sant'Angelo». Dentro questo pacchetto finanziario, da 15 milioni 813 mila euro, c'è di tutto. Compresi i tre nuovi viadotti sul fiume Saline.
La Provincia di Pescara ha stipulato i contratti nel maggio 2010: quando anche solo la metà dei progetti diventerà realtà, la viabilità tra i due Comuni cambierà completamente. Ma nel frattempo le auto continuano a transitare in un'area che è ancora un cantiere. Perché? La nuova strada è in effetti transennata in più punti. I principali sono tre: subito dopo via Tamigi, nella zona del depuratore, ma qui è stato letteralmente scavato uno spazio rimuovendo la vegetazione, a lato delle recinzioni, talmente ampio che con una piccola manovra entrerebbe anche un Suv. Un altro sbarramento lo si incontra all'inizio della vecchia strada Lungofiume, vicino all'incrocio tra via Piceni e il ponte Europa: questo è in effetti invalicabile per le auto. Ma se invece di girare in via Fosso Foreste si prosegue pochi metri dopo c'è via Inn: anche questa strada incrocia la nuova lungofiume, e qui lo sbarramento occupa solo una corsia, quindi si può passare senza difficoltà. Analoga la situazione all'incrocio con via Senna. Resta da chiedersi perché, la strada fantasma, non venga finalmente aperta alla viabilità o, viceversa, blindata per vietare gli accessi abusivi. (cr.pe.)
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