droga dall'Albania

Traffico di cocaina, un politico e un avvocato tra i consumatori

I nomi dei due acquirenti teramani intercettati nelle conversazioni con gli spacciatori. Ancora latitante il costruttore aquilano perno dell'organizzazione. Nelle telefonate le dosi venivano chiamate "bicchieri"

TERAMO. Ci sono anche un esponente politico e un avvocato teramani tra gli acquirenti di cocaina intercettati nella mole di conversazioni telefoniche finite nel mirino degli investigatori. I due, che non sono indagati ma risultano consumatori, sono alcuni dei clienti della Teramo bene a cui il sodalizio criminale spacciava periodicamente dosi di sostanza stupefacente. Il perno di questo sodalizio è stato individuato in W.D., l'imprenditore 43enne aquilano ancora ricercato dalle forze di polizia. Tornando ai personaggi della Teramo-bene, così emerge dalle intercettazioni, i due si rivolgevano esclusivamente ai fratelli albanesi, finiti in carcere, e nelle intercettazioni le dosi venivano chiamate "bicchieri".

«Per domani fammi avere due bicchieri», è il contenuto di una delle intercettazioni telefoniche di uno dei consumatori, «per il pagamento facciamo come sempre». Ma nell’elenco degli acquirenti ci sono anche piccoli imprenditori, professionisti, impiegati, operai che a Teramo facevano riferimento ai due fratelli albanesi. «Gjini Arian», si legge a questo proposito nella richiesta del pm della distrettuale David Mancini, «è da ritenersi il fulcro dell’associazione attorno al quale ruotano gli interessi illeciti degli altri correi che lo tengono costantemente aggiornato su ogni singolo passaggio della strategia criminale. Il Gjini, spesso denominato con lo pseudonimo di “Bebi” assurge a vero e proprio dominus del sodalizio criminale, caratterizzandosi come punto di riferimento degli altri partecipanti e terminale delle varie fasi dell’iter criminis di cui lo stesso assume il controllo in via permanente, amministratore delle risorse economico finanziarie dell’organizzazione. E’ stato l’artefice di numerose spedizioni, trasporti e cessioni di sostanze stupefacenti dedicandosi in via esclusiva a tale attività grazie alle coperture di facciata fornite dall’imprenditore».

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Per la procura «David Gjini, stabilmente residente a Teramo, riveste il duplice ruolo di collaboratore principale del fratello Arjian e addetto allo spaccio, sulla piazza teramana, rappresentando altresì il braccio operativo del sodalizio impegnato da un lato nelle singole cessioni e dall’altro nell’assolvimento di una serie di compiti affidati dal fratello. Tra i suoi incarichi quello di custode della sostenza stupefacente della quale in alcune circostanze testava anche la qualità».(d.p.)

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