Calcio

Cesena-Pescara, Gorgone: «Errori decisivi, questi ko sono macigni»

7 Febbraio 2026

L’allenatore dei biancazzurri (ieri squalificato): «Credo sempre nella salvezza ma nelle prossime due partite ci sono in palio punti importanti per ripartire»

PESCARA. L’appuntamento tra Pescara e Cesena è sempre fissato di venerdì sera, come due vecchi amici che scelgono di vedersi prima del week end. Ed era un venerdì di metà agosto anche all’andata, allo stadio Adriatico-Cornacchia di Pescara, nell’open day della serie B. Rispetto a quella sera, vissuta con curiosità e speranza dal popolo biancazzurro, non è cambiato nulla nel risultato. “Esiste un corso delle cose, che non è giudicabile e regola tutti i nostri errori”, scriveva Ennio Flaiano. Simile alla disillusione e al senso di impotenza che molti provano di fronte a quello che sta accadendo al Delfino. Una partita, quella giocata allo stadio Manuzzi di Cesena, che si è conclusa con l’ennesima sconfitta, difficile da analizzare anche per Giorgio Gorgone: «Il gioco del calcio è molto semplice e molto spietato allo stesso tempo. Abbiamo avuto le occasioni ma non abbiamo approfittato. Ne abbiamo concesse, anche qualcuna di troppo, e gli avversari le hanno sfruttate al meglio».

Passano le settimane ma la classifica non cambia: «Sono preoccupato per una squadra che sta andando alla deriva dal punto di vista dei risultati. Ogni sconfitta diventa un macigno che ti appesantisce trasformando la gara successiva in quella definitiva. In questo momento non dico più che ci credo a voi giornalisti perché rischierei di diventare ridicolo, ma nello spogliatoio cerco di trasmettere tutta la mia convinzione ai miei giocatori. Dopo la gara siamo rimasti a parlare per 40 minuti e sicuramente non ero così pacato come mi vedete in sala stampa».

Ora due incontri a distanza ravvicinata con Catanzaro e Avellino: «Ci sono due partite importanti nello spazio di cinque giorni che dovremo sfruttare nel migliore dei modi per ottenere punti pesanti e rialzare la testa, cercando di evitare di commettere errori. A questo punto diventa superfluo anche guardare statistiche e classifiche, bisogna solo scavare e andare in profondità per trovare, in ognuno di noi, quelle risorse necessarie per tirarci fuori da questa situazione».

È arrivato il momento di fare delle scelte diverse anche con i nuovi giocatori? «Non credo sia un problema di moduli o di schemi tattici. Sono arrivati otto giocatori nuovi e differenti tra loro per caratteristiche, ma credo che la soluzione sia dare tutti qualcosa in più, io per primo. Ci vuole coraggio, bisogna limare alcuni dettagli modificando degli aspetti ed è necessario trovare delle soluzioni che mettano i giocatori nelle migliori condizioni». Per credere ancora nella salvezza? «Non voglio fare il filosofo però c’è ancora la possibilità di rimettersi in carreggiata sperando che chi è con noi da poco entri in forma velocemente. So che c’è pessimismo e delusione nell'ambiente, ma non conosco altra strada se non quella di dare l’anima fino alla fine».

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