Traforo Gran Sasso, manca una firma

Strada dei Parchi aspetta un atto ufficiale del ministero per fare marcia indietro sulla chiusura prevista per il 19 maggio
L’AQUILA. È una situazione di stallo che rischia di travolgere l’economia abruzzese, e non solo, quella che si registra in merito all’annunciata chiusura del traforo del Gran Sasso. Un balletto di dichiarazioni contraddittorie, a soli 3 giorni dalla deadline annunciata da Strada dei Parchi, di cui non si vede la fine: da una parte il concessionario, che ha messo nero su bianco, e finora non è mai tornato ufficialmente indietro, che dice stop. Dall’altra, ieri, il ministro Danilo Toninelli che a Radio Anch’io ha detto a chiare lettere che «la paventata chiusura è un’azione unilaterale del concessionario. Stiamo cercando di evitare la chiusura mettendo al tavolo tutte le parti interessate. Sono ottimista ma finché non vedo il risultato non voglio parlare».
L’OTTIMISMO. Poi, su Facebook, il post del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, che di ritorno dalla riunione del comitato per l’ordine e la sicurezza che si è svolta ieri nella prefettura del capoluogo ha scritto: «Il traforo non chiuderà. È una vittoria delle istituzioni, delle comunità locali, degli operatori economici dei territori». Secondo Biondi «si attende solo l’ufficialità dell’impegno formale del Mit su tre azioni coordinate: il rafforzamento del monitoraggio ambientale e della risorsa idrica, una pianificazione puntuale di eventuali emergenze di protezione civile e nuove misure precauzionali per il transito in galleria. Resta la rabbia per una vicenda in cui i cittadini delle aree interne sono stati utilizzati, ancora una volta, come scudi umani nel braccio di ferro che da anni si consuma tra Ministero delle Infrastrutture e Strada dei Parchi».
CARTA CANTA. Strada dei Parchi, purtroppo, non condivide l’ottimismo di Biondi. Per chiudere il cerchio, infatti, manca proprio quell’atto ufficiale da parte del Mit. E non è poca cosa. Insomma, non c’è un passo indietro, ma nemmeno un passo avanti. «Da lunedì c'è un tavolo permanente, qui al Ministero», ha aggiunto Toninelli, «con tutti gli interlocutori interessati nella questione. La paventata o minacciata chiusura è azione unilaterale del concessionario, conseguente a un’indagine da parte della procura per inquinamento. Stiamo facendo due cose, principalmente. Nel brevissimo termine l’obiettivo è quello di evitare la chiusura, mettendo intorno al tavolo tutti gli interlocutori per fare delle azioni immediate, come la potabilizzazione dell'acqua, ad esempio, attraverso la Protezione Civile». Nello Sblocca cantieri, ha assicurato il titolare del dicastero delle infrastrutture, è già stato inserito l'emendamento che prevede la nomina di un commissario, che dovrà «fare quegli interventi interni al Traforo del Gran Sasso per evitare e prevenire le infiltrazioni».
ORE FRENETICHE. Il capo di gabinetto del Mit sta lavorando con impegno per venire a capo della vicenda, molto complessa dal punto di vista normativo, delle responsabilità. Da quanto trapela da ambienti vicini a Strada dei Parchi, il Mit sta lavorando per trovare una soluzione tampone, ma i dubbi su cosa accadrà domenica restano tutti in piedi.
OGGI LA SVOLTA? Quella di oggi, da quanto si è appreso, potrebbe essere una giornata significativa, nel senso che potrebbe iniziare a prendere forma quell’atto ufficiale atteso da Strada dei Parchi, all’esito del quale il concessionario potrebbe fare un passo indietro rispetto alla chiusura delle gallerie. Nel frattempo a Teramo, è stata sospesa la manifestazione di protesta organizzata per domani alla rotonda dello svincolo della Gammarana. «In ogni caso», ha detto il sindaco Gianguido D’Alberto, «la manifestazione rimane aperta ad una sua eventuale riproposizione, qualora le azioni messe in campo per la salvaguardia del sistema Gran Sasso dovessero rivelarsi inefficaci».
NON DEVE CHIUDERE. E ad Ascoli Piceno, anche il vice premier Luigi Di Maio, rispondendo alle domande dei cronisti, è intervenuto sull’argomento: «Il traforo del Gran Sasso non deve chiudere. Stiamo lavorando a questo giorno e notte con Toninelli. Ci manca una cosa del genere con tutti i problemi che questi territori già hanno».

