«Traforo Gran Sasso, serve unità d’intenti»

3 Ottobre 2020

Il commissario straordinario Gisonni chiede di stoppare le polemiche per garantire la messa in sicurezza

L’AQUILA. Un richiamo all'unità d'intenti. Ma anche ad abbassare i toni polemici, per avviare, sinergicamente, interventi immediati a salvaguardia del territorio. All'indomani dell'audizione della seconda Commissione consiliare territorio della Regione, che ha chiarito i passaggi da effettuare e le relative scadenze da qui al 31 dicembre prossimo, per garantire l'apertura del traforo del Gran Sasso e avviarne la messa in sicurezza, arriva l'invito del commissario straordinario, Corrado Gisonni. «Il raggiungimento degli obiettivi della missione commissariale dipende imprescindibilmente dalla collaborazione costruttiva e dall'unità di intenti di tutti gli enti e società coinvolti, a tutela e salvaguardia del territorio abruzzese e della sua popolazione», dichiara Gisonni, che auspica «che si stabiliscano immediatamente condizioni di serenità operativa in cui ognuno, nell'esercizio delle proprie responsabilità istituzionali, possa contribuire al superamento delle criticità che, inevitabilmente, accompagneranno gli interventi per la messa in sicurezza del sisema idrico del Gran Sasso. In tale ottica, mi adopererò per essere incluso, come componente e parte attiva, nel protocollo d'intesa per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, che è in vigore dal 7 settembre 2017, alle cui riunioni, fino a oggi, ho sempre partecipato come ospite, su cortese invito del vice presidente, Emanuele Imprudente.
«L'emergenza del sistema idrico del Gran Sasso», ha aggiunto il commissario, «non merita che le energie di tutti gli attori coinvolti vadano disperse in sterili polemiche, il cui unico risultato sarà quello di lasciare irrisolte le gravi problematiche che si trascinano da quasi due decenni».
Un appello a ricompattare il fronte. «Non intendo replicare alle sorprendenti dichiarazioni rilasciate da rappresentanti di autorevoli istituzioni e associazioni, la cui infondatezza sarebbe facilmente dimostrabile con documenti e atti ufficiali», conclude Corrado Gisonni, «la struttura commissariale ha sempre dimostrato, con i fatti, ampia disponibilità alla comunicazione al fine di garantire un trasparente flusso di informazioni, in particolare verso i rappresentanti dei movimenti civici che ho personalmente incontrato in numerose occasioni». (m.p)
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