Traforo, per quest’anno niente lavori

Dal giallo dell’acqua torbida allo stop improvviso del cantiere, il commissario Caputi sentito alla Camera dei Deputati
TERAMO. «Per quest'anno il traforo del Gran Sasso non subirà limitazioni di traffico perché il clima invernale non lo permette. Nei prossimi mesi non ci saranno perforazioni per i carotaggi nelle due gallerie. E mentre approfondiremo le analisi per stabilire quanto è accaduto, possiamo cominciare l'iter autorizzativo per cinque carotaggi all'esterno del tunnel». Così dice Pierluigi Caputi, commissario straordinario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, dopo l'audizione che si è tenuta ieri in Commissione Ambiente della Camera dei Deputati sulla messa in sicurezza dell'acquifero che disseta circa 700mila cittadini.
I lavori sono stati sospesi il 17 ottobre scorso dopo che l’Italfer, del gruppo Rfi, ha comunicato al commissario la rottura di un canale della conduttura e l'innalzamento della torbidità delle acque.
Nel chiarire alla Camera i fatti accaduti, Caputi ha annunciato che, per stabilire le cause che hanno portato all'intorbidimento dell'acqua, oggi è in programma «la prima riunione del gruppo di lavoro con tutti gli attori coinvolti, da me chiesto espressamente il 17 ottobre scorso, che vede, nel ruolo di coordinamento, la presenza di un ente terzo come il Sian (Servizio di igiene alimenti e nutrizione) che ha la responsabilità della potabilità dell'acqua». Ed ha aggiunto sulla torbidità dell'acqua, che comunque Ruzzo spa ha stabilito «sicura e potabile» fin dal primo momento. Ma per Caputi non c’è ancora alcuna certezza che la rottura del canale sia la causa dell’acqua diventata torbida, i cui motivi, quindi, sono tutti da scoprire. «È convinzione diffusa che sia successo qualcosa fuori dalle gallerie», ha sostenuto, «abbiamo chiesto all'autorità giudiziaria di acquisire e osservare le immagini delle telecamere, sia quelle nelle gallerie sia quella sulla fonte di alimentazione dell'acquedotto del Ruzzo, che è immediatamente fuori dal traforo dal lato di Teramo, per capire se vi siano stati casuali versamenti».
Con il gruppo di lavoro nel quale sarà present Ruzzo spa, società pubblica del ciclo idrico integrato del Teramano, «sarà possibile anche accedere all'acquifero per fare ulteriori controlli», ha precisato il commissario chiarendo infine che non possono essere stati i veicoli in transito nel traforo la causa della torbidità dell'acqua. Ma già durante la primissima fase delle indagini propedeutiche, interrotte quasi subito, oltre ai grossi disagi e alle file nell’Abruzzo diviso in due, l’A24 ha registrato una contrazione del traffico del 10% delle auto e del 20% per i mezzi pesanti. Strada dei Parchi, quindi, avverte che: «È necessario un maggiore coordinamento tra i due commissari che operano, caso unico in Italia, sulla stessa infrastruttura autostradale e il concessionario di A24 e A25». È il passaggio fondamentale dell'intervento del vicepresidente di Sdp, Mauro Fabris, sempre nel corso dell'audizione dove l'Ad della società concessionaria, Costantino Ivoi, ha sottolineato come «sicurezza e diritto alla mobilità vadano sempre tutelati ma, purtroppo, rispetto ai disagi provocati all'utenza e al territorio nei giorni scorsi, a causa della chiusura al traffico della Galleria del Gran Sasso, Sdp può solo prendere atto, con il consueto spirito collaborativo, delle decisioni assunte dal commissario Caputi».
La società del gruppo Toto ha voluto inoltre ricordare per il futuro «l'importanza di un coinvolgimento preventivo degli altri gestori stradali, come Anas, da parte del commissario, per verificare nell'arco di tempo dei lavori, anche la percorribilità della viabilità ordinaria alternativa», come la Statale delle Capannelle, attualmente penalizzata da diversi cantieri. (u.c.)
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