Tragedia in Comune: muore a 51 anni

10 Novembre 2022

Guido D’Alleva, funzionario dell’Urbanistica, stroncato da un malore improvviso in ufficio: inutili i soccorsi della compagna

PESCARA. Sembrava un malessere passeggero, uno di quei disturbi allo stomaco che passano. E invece Guido D’Alleva, architetto di Francavilla al Mare, responsabile del servizio Pianificazione strategica e partecipazione, è morto ieri mattina in Comune, dove lavorava. Il funzionario si è sentito poco bene, così come si sentiva poco bene da martedì. È andato in bagno, poco prima delle 10, al quarto piano del palazzo di città (l’edificio ex Inps) e lì è stato trovato morto dai colleghi. Hanno capito che qualcosa non andava perché non rientrava nella sua stanza e, dopo aver atteso 7 - 8 minuti da quando si è assentato, alcuni di loro - primo tra tutti il dirigente del Settore pianificazione del territorio e demanio Gaetano Silverii, - hanno sfondato la porta del bagno, senza esitare. Inutili i soccorsi, inutile il tentativo di strapparlo alla morte della sua compagna, Chiara Mazzocchetti, anche lei architetto e dipendente del Comune, volontaria della Misericordia, che ha subito temuto il peggio. D’Alleva era a terra e a nulla, purtroppo, è servito tutto ciò che è stato fatto nei minuti successivi, anche dal 118. Un tentativo di rianimazione che non ha avuto l’esito sperato.
La tragedia ha lasciato tutti senza respiro proprio mentre nel palazzo principale del Comune doveva cominciare la seduta del Consiglio (ma dopo questa disgrazia improvvisa si è deciso di non aprire la riunione, che è stata riconvocata per oggi). Il sindaco Carlo Masci, il presidente del Consiglio Marcello Antonelli, assessori e consiglieri comunali si sono precipitati nel palazzo ex Inps, dove sono rimasti per ore, con il personale dell’assessorato all’Urbanistica. Sgomenti, senza parole, di fronte a una morte inimmaginabile di una «persona speciale, un grande professionista», questo il pensiero unanime di colleghi e amministratori che ieri hanno visto arrivare in quel corridoio il papà di D’Alleva, Tonino, noto barbiere di Francavilla. Di ricostruire l’accaduto si è occupata la squadra volante, con il dirigente Pierpaolo Varrasso che ha raggiunto il Comune per tutti gli accertamenti del caso, dopodiché è arrivato il medico legale.
D’Alleva, legatissimo alla figlia Giulia, di 14 anni, era arrivato in Comune, a Pescara, a dicembre del 2016, in mobilità dal Servizio urbanistico provinciale di Chieti. Si era fatto apprezzare, professionalmente e umanamente. «Era il mio migliore collaboratore oltre che un grande amico. Speravo di lasciare a lui il mio posto, quando andrò via. Lo avevo scelto come mio successore», ha detto Silverii ieri mattina mentre i minuti passavano e in Comune sembravano finite le parole di fronte a una tragedia di questa portata. «Veniva dalla grande scuola di Chieti, era stato formato da Antonio Di Chiacchio. Poi è passato a Pescara e l’ho scelto come primo collaboratore» ha aggiunto Silverii. «Era disponibile, sveglio e allegro ma comunque riservato, e aveva competenza. È una cosa tristissima, ho perso il mio migliore amico», ed è difficile accettare che non ci sia più, lui che era «sano e sportivo: sub, ciclista, nuotatore, podista. Aveva un po’ di mal di stomaco, martedì sera, ma l’ha attribuito a chissà quale bagordo. La compagna lo ha invitato ad approfondire ma lui ha pensato alla sua gastrite». E ieri è andato regolarmente a lavoro.
Per accertare le cause della morte è stata disposta l’autopsia dalla Asl. Funerali da fissare.