«Trasformare l’ecomostro in alloggi è speculazione»

17 Febbraio 2017

Francavilla, fuoco incrociato sul residence Le Vele costruito sulla sabbia della riviera nord. Acerbo e Berini: ecco chi ha stravolto il piano paesistico

FRANCAVILLA AL MARE. Avrebbe dovuto diventare un polo ricettivo turistico-alberghiero, allo stato attuale è solo un cantiere abbandonato, spesso rifugio per disperati senzatetto, ma in un futuro non troppo lontano potrebbe diventare un palazzo con decine di appartamenti. Parliamo delle quattro ali del cosiddetto residence Le Vele i cui lavori sono fermi da otto anni, un enorme edificio costruito a ridosso della spiaggia sulla riviera di Francavilla, subito dopo il confine con Pescara.

I lavori vennero bloccati dalla magistratura dopo un esposto di diverse associazioni ambientaliste che chiedevano di verificare se quel terreno fosse demaniale e, una volta appurato, come non vi fossero irregolarità, l'impresa costruttrice non riaprì più il cantiere. A oggi, in base a quanto accertato dal sindaco, Antonio Luciani, i proprietari dell'area vorrebbero chiedere il cambio di destinazione d'uso, da alberghiera a appartamenti, con relativo guadagno per le casse comunali. «Il cambio di destinazione d'uso non è regolare», attacca Moreno Bernini, ex assessore all'Urbanistica ed ex consigliere, oggi di Sinistra Unita, «la delibera di Consiglio approvata parla di alberghi dismessi o funzionanti e, secondo noi, non si può applicare, perché quella struttura non è mai stata un albergo funzionante. Dove oggi sorge quell'edificio abbandonato, vi era l'ultimo lembo libero di spiaggia, dove al massimo sarebbe consentito un fabbricato molto piccolo. Il vincolo del piano paesistico A2 (zona dunale) è stato tolto nel giro di un minuto e quel sito è stato liberato da ogni vincolo dando nei fatti la possibilità di costruire. Per la città è sicuramente un fatto negativo».

A spiegare meglio cosa accadde per la rimozione del vincolo è l'ex consigliere regionale Maurizio Acerbo: «Fecero un’azione legale, che io definisco criminale e vergognosa: l'ecomostro è stato costruito per responsabilità del Comune che chiese alla Regione di svincolare le aree dal piano paesistico e il Consiglio regionale votò a favore. Giunta e consiglio regionali furono responsabili di quella azione. Eccio perché una cosa impossibile è diventata possibile, semplicemente perché la politica ha cambiato le regole. Sarebbe molto grave trasformare in appartamenti quella struttura, Perché sarebbe un'attività speculativa. Il Comune dovrebbe invece chiedere la delocalizzazione e recuperare quel tratto di spiaggia e la vista mare. È stata un'azione compiuta da irresponsabili negli anni Duemila, non nel 1960».

«Barattare il territorio con il denaro mi sembra una visione miope», chiosa Bernini, «Luciani mettesse mano al piano regolatore che è vecchio, visto che non l'ha mai fatto».

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