Travolta sulle strisce ai Colli: l’investitore ora verso il processo

6 Giugno 2024

L’incidente si verificò il 19 dicembre scorso, mentre Eilsabetta Volpone, 84 anni, tornava dalla spesa Per il pm Rana, il 73enne di Montesilvano alla guida della Smart ebbe una condotta «imprudente»

PESCARA. Omicidio stradale è il reato dal quale dovrà difendersi G.P., un 73enne originario della provincia di Piacenza, ma residente a Montesilvano, per il quale il pubblico ministero Giuliana Rana ha chiesto il rinvio a giudizio. La vittima è Elisabetta Volpone, una signora di 84 anni molto conosciuta in via del Santuario, strada teatro dell’incidente mortale che si verificò il 19 dicembre del 2023.
Quella mattina, erano le 9.30, come spesso faceva, la donna era uscita per andare a fare la spesa e venne travolta sulle strisce pedonali. A investirla, stando all’accusa, sarebbe stato l’indagato che era alla guida di una Smart e viaggiava in direzione mare-monti, «con la propria condotta connotata», scrive il pm nell’imputazione, «da imprudenza e negligenza, nonché per colpa specifica determinata dalle norme sulla disciplina stradale, durante la marcia, non conservando il controllo del proprio veicolo in modo da arrestarlo tempestivamente dinanzi a ostacoli prevedibili e non dando la precedenza ai pedoni che transitavano sugli attraversamenti pedonali, così sollevando il pedone che stava attraversando sulle strisce e scaraventandolo sulla semicarreggiata dell’opposto senso di marcia, ne cagionava il decesso». In un primo momento, anche sulla base di alcune testimonianze, sembrava che la donna, prima investita dalla Smart, una volta a terra fosse stata di nuovo investita da un’auto che viaggiava nell’opposto senso di marcia e che non si sarebbe fermata dopo l’urto. Sarebbero state svolte anche approfondite indagini da parte della polizia municipale, anche con l’ausilio delle diverse telecamere della zona, per risalire al secondo ipotetico investitore, ma l’inchiesta è stata poi chiusa con la sola responsabilità accertata, al momento, del guidatore della Smart. La signora Volpone venne prontamente soccorsa dal 118 e portata al pronto soccorso, ma qualche ora più tardi cessò di vivere per le gravi lesioni riportate nell’urto.
Il referto medico parla di arresto cardiaco in politrauma della strada: diverse e importanti furono infatti le fratture riportate dalla vittima.
Adesso sarà il giudice per l’udienza preliminare ad occuparsi del caso e a stabilire le eventuali responsabilità del conducente della Smart, difeso dall'avvocato Alessandro Perrucci, mentre ci sono quattro parti offese (tutti familiari della vittima), tre delle quali assistite dall'avvocato Vincenzo Di Girolamo, e una dall’avvocato Maurizio Merlini di Bologna. Un gravissimo incidente che provocò una sorta di ribellione da parte dei residenti della zona che per l’ennesima volta si lamentarono della mancanza di sicurezza in quel tratto di strada dove spesso le autovetture aumentano la velocità nonostante il limite fissato a 30 chilometri orari.