Travolto dal furgone, muore dopo 4 giorni

Non ce l’ha fatta Attilio Tini, da tutti conosciuto come Fulvio. I familiari danno il via libera alla donazione degli organi
PESCARA. L’ultimo gesto di bontà di un uomo che nella sua vita è sempre stato mosso unicamente dall’altruismo. Attilio Tini, 65 anni, da tutti conosciuto come Fulvio, non ha superato i traumi, gravissimi, riportati nell’investimento stradale avvenuto giovedì scorso in viale d’Annunzio, e ha donato gli organi. Era ricoverato nel reparto di Rianimazione da allora. Dopo essere stato travolto da un furgone che gli sarebbe anche passato addosso, Tini è finito al pronto soccorso per accertamenti, dopodiché è stato operato, non solo una volta. Ma le sue condizioni erano disperate. E nonostante che abbiano fatto di tutto per strapparlo alla morte, non è stato possibile salvarlo. Ieri si sono spente le ultime speranze dei familiari e i parenti del 65enne hanno dato il via libera alla donazione degli organi che dovrebbe essere avvenuta nella notte con il prelievo eseguito dalle equipe arrivate da varie parti d’Italia, sotto il coordinamento del personale del reparto di Rianimazione. «Fulvio era una persona eccezionale, di un altruismo unico», dice con il cuore pieno di amore uno dei fratelli, Massimo, ricordando che «ha sempre accudito i genitori» e ancora oggi viveva con la madre Erminia nelle case della cooperativa Aeternum, in via Nenni, dopo aver vissuto a lungo a piazza Duca. Il 65enne era conosciutissimo e benvoluto da tutti, grazie al suo carattere. «Se sapeva che qualcuno stava poco bene, andava di persona a trovarlo a casa», prosegue il fratello (l’altro si chiama Toni). E quando era più giovane ha passato molto del suo tempo in corso Manthoné, dove lo zio aveva un negozio di bilance, e lui si intratteneva volentieri in quell’attività. Quando si è capito che Fulvio non ce l’avrebbe fatta «non abbiamo avuto alcuna titubanza» sulla donazione perché «ci piaceva l’idea che qualcuno vivrà con i suoi organi». E così ieri ha preso il via l’iter per il prelievo finalizzato al successivo trapianto.
Giovedì l’uomo era stato a far riparare l’orologio, che poi gli è stato ritrovato in tasca. E, mentre attraversava la strada, un furgone lo ha travolto.
I familiari di Attilio Fulvio Giancarlo Tini, questo il nome completo del 65enne «che dimostrava molto meno della sua età», ringraziano il personale dell’ospedale che si è occupato di lui, dal neurologo agli addetti della Rianimazione. «Hanno fatto di tutto e di più». Domani alle 16.30 i funerali nella chiesa della Beata Vergine Maria del Rosario, in via Cavour.

