Travolto e ucciso da un’auto ora s’indaga sulla velocità Masci: in città si corre troppo

Cordoglio per la morte dell’ingegner Luigi Tinaro 76 anni, investito da un 24enne I figli Francesco e Mimmo: «Persona speciale». E oggi il pm decide sull’autopsia
PESCARA. C’è una testimone oculare che racconta di una macchina che andava a tutta velocità e c’è un uomo investito da quella Bmw, sbalzato di 30 metri e ucciso con il cagnolino che portava al guinzaglio mentre attraversava sulle strisce pedonali della Riviera. È questa la sintesi della tragedia in cui sabato pomeriggio ha perso la vita l’ingegnere Luigi Tinaro, pescarese di 76 anni, e per la quale già questa mattina il pm Fabiana Rapino potrebbe aprire un fascicolo per omicidio stradale. L’investitore è un giovane di Montesilvano, S.L., 24 anni. La Bmw sulla quale viaggiava sabato pomeriggio, da Montesilvano verso Pescara, risulta essere sua. Con quell’auto ha travolto in pieno l’ingegnere pescarese mentre attraversava sulle strisce dal lungomare verso la sua abitazione di via Toti, angolo viale Kennedy. Una cinquantina di metri e Tinaro, della storica famiglia della ex fornace Tinaro, sarebbe rincasato da una delle tante uscite con i suoi cani, come lo ricordano in tanti nel quartiere dove era stimato e conosciuto.
A ricordarlo, anche il sindaco Carlo Masci: «Conoscevo bene Luigi Tinaro, così come conoscevo bene da sempre il fratello e il padre. Una famiglia storica della nostra città, imprenditori seri, di quelli che hanno contribuito a costruire e far crescere Pescara. Mi dispiace moltissimo per lui e per la sua famiglia che lo ha perso all'improvviso, tragicamente. Lo vedevo spesso in giro, sempre con i suoi cani, abitavamo vicini, un saluto e due chiacchiere sulla città non mancavano mai quando ci incontravamo». Una famiglia rimasta attonita da quanto accaduto, come testimoniano i suoi figli Francesco e Mimmo. «Un uomo gentile, che ha amato la famiglia più di tutto», le parole di Francesco, «un padre affettuoso e premuroso come ogni figlio meriterebbe di avere. Una persona speciale capace di far sentire a proprio agio chiunque, dall’intellettuale al diseredato. Il suo amore per gli animali, tutti, è stato così vero e reciproco che anche nel suo ultimo viaggio non l’hanno lasciato solo. Hai lasciato un vuoto così grande papà che l’eternità, a confronto, è cosa piccola». Un pensiero condiviso dal fratello Mimmo che aggiunge: «Il regalo più grande di mio padre è stata la fede. Dopo il battesimo è stato lui, insieme a sua madre, ad educarmi a vivere ogni circostanza con la coscienza della presenza del Signore. Penso che questo sia il dono più importante che un genitore può dare al proprio figlio». I funerali dovrebbero svolgersi molto probabilmente nella chiesa di Sant’Antonio tra domani e mercoledì, ma tutto dipende da quando, e se, il pm disporrà l’autopsia, funzionale a definire con esattezza la dinamica dell’incidente dopo i rilievi degli agenti della polizia locale diretti dal tenente colonnello Paolo Costantini.
Nel frattempo, è lo stesso sindaco a tirare fuori il problema della velocità sulle strade cittadine, tenendo conto che nel punto del lungomare dove c’è stato l’investimento mortale non sono stati rilevati problemi di illuminazione. «Nella nostra città ogni giorno entrano 122mila macchine da fuori, 42mila solo da Montesilvano», puntualizza Masci. «Un fiume di macchine in circolazione, di fronte alle quali le nostre azioni sono state orientate a una riduzione di velocità nel centro urbano e al minor utilizzo del mezzo privato rispetto ai mezzi pubblici, ma anche all’uso di mezzi alternativi favorendo la mobilità condivisa di monopattini, bici a pedalata assistita, auto ibride e scooter elettrici. Ricordo i corsi di educazione stradale nelle scuole, la creazione delle corsie preferenziali e delle piste e corsie ciclabili, le zone 30, la battaglia sulla filovia, gli autovelox e le telecamere ai semafori. In alcuni casi si è trattato di passaggi molto contestati, ma questi strumenti, tutti insieme», ribadisce Masci, «sono necessari per aumentare la sicurezza sulle nostre strade e migliorare la qualità dell’aria. Dobbiamo renderci conto che bisogna muoversi con la macchina a velocità moderata, per tutelare noi stessi e gli altri. Invece alcuni, in auto e in moto, pensano che in città si possa correre ovunque, che si possa guidare con il telefonino in mano o dopo aver bevuto. La vita umana è troppo importante per perderla così, non bisogna abbassare la guardia sull'obiettivo della riduzione generalizzata della velocità in città, obiettivo che deve essere perseguito senza tentennamenti. Anche quando certe scelte possono non piacere, perché c'è un bene superiore da tutelare».
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