Tre comunità in lutto per Cristian Ruggieri Disposta l’autopsia per l’operaio di Elice

ELICE. Aveva saputo da solo pochi giorni che la sua compagna Barbara Fioravante, incinta da pochi mesi, aspettava una bambina. Una felicità immensa per lui che dopo il piccolo Leonardo di tre anni e...
ELICE. Aveva saputo da solo pochi giorni che la sua compagna Barbara Fioravante, incinta da pochi mesi, aspettava una bambina. Una felicità immensa per lui che dopo il piccolo Leonardo di tre anni e mezzo vedeva la sua famiglia crescere.
Una famiglia che Cristian Ruggieri (nella foto), l’operaio di 31 anni di Elice che ha perso la vita sul lavoro l’altro ieri travolto da un camion sulla A24 tra Castel Madama e Tivoli, adorava e per la quale aveva fatto tantissimi sacrifici, lavorando duramentee. Per una tragica coincidenza, Cristian ha perso la vita in un incidente analogo a quello che subì alcuni anni fa quando, sempre operaio di un’azienda di segnaletica stradale, fu investito lungo una carreggiata. Dopo mesi di ospedale e una lunga convalescenza, si era ripreso completamente. A raccontarlo è una cugina della compagna, che descrive Cristian come una persona dolce e affettuosa con la moglie e il figlio. Una persona buona, che amava le feste e l’allegria. Una coppia discreta, innamorata e unita. La loro vita era piena di progetti, con il lavoro che iniziava ad avere stabilità, una bimba in arrivo e tanti sogni da realizzare. La notizia della sua morte ha lasciato sgomenti i tanti che lo conoscevano: a Città Sant’Angelo, paese d’origine del ragazzo, dove vivono la mamma Gianna, il papà Silvio e le due sorelle; a Elice, dove viveva da qualche anno, e ad Arsita, paese di Barbara. Nella pagina Facebook del ragazzo si susseguono messaggi ricchi di affetto e di incredulità: “Porterai tanta bontà anche lassù”, “Un altro angelo volato in cielo”, “sei stato come un fratello per me, mi mancherai”. Messaggi che cercano di dare conforto alla compagna e ai genitori del giovane che ieri sono stati a Roma, all’obitorio dell’ospedale dove è stato portato Cristian dopo l'incidente, per il riconoscimento. La Procura ha disposto l’autopsia e solo dopo potrà essere stabilita la data del funerale. (e.f.)
Una famiglia che Cristian Ruggieri (nella foto), l’operaio di 31 anni di Elice che ha perso la vita sul lavoro l’altro ieri travolto da un camion sulla A24 tra Castel Madama e Tivoli, adorava e per la quale aveva fatto tantissimi sacrifici, lavorando duramentee. Per una tragica coincidenza, Cristian ha perso la vita in un incidente analogo a quello che subì alcuni anni fa quando, sempre operaio di un’azienda di segnaletica stradale, fu investito lungo una carreggiata. Dopo mesi di ospedale e una lunga convalescenza, si era ripreso completamente. A raccontarlo è una cugina della compagna, che descrive Cristian come una persona dolce e affettuosa con la moglie e il figlio. Una persona buona, che amava le feste e l’allegria. Una coppia discreta, innamorata e unita. La loro vita era piena di progetti, con il lavoro che iniziava ad avere stabilità, una bimba in arrivo e tanti sogni da realizzare. La notizia della sua morte ha lasciato sgomenti i tanti che lo conoscevano: a Città Sant’Angelo, paese d’origine del ragazzo, dove vivono la mamma Gianna, il papà Silvio e le due sorelle; a Elice, dove viveva da qualche anno, e ad Arsita, paese di Barbara. Nella pagina Facebook del ragazzo si susseguono messaggi ricchi di affetto e di incredulità: “Porterai tanta bontà anche lassù”, “Un altro angelo volato in cielo”, “sei stato come un fratello per me, mi mancherai”. Messaggi che cercano di dare conforto alla compagna e ai genitori del giovane che ieri sono stati a Roma, all’obitorio dell’ospedale dove è stato portato Cristian dopo l'incidente, per il riconoscimento. La Procura ha disposto l’autopsia e solo dopo potrà essere stabilita la data del funerale. (e.f.)

