Tre etti di coca nel cortile del B&b

14 Aprile 2019

La polizia interviene prima della cessione della droga e arresta i due spacciatori

MONTESILVANO. Sono due incensurati gli spacciatori di droga di origine albanese che la polizia ha bloccato a Montesilvano all’esterno di un bed and breakfast, facendo presumibilmente saltare un passaggio di droga, che è stata sequestrata. I due sono un 33enne residente a Novara, L.A., che da qualche giorno alloggiava nel bed & breakfast, e un ventenne residente a Montesilvano, S.R.. Il blitz nei loro confronti è scattato due sere fa, con la scoperta di tre etti e mezzo di cocaina. I due, al termine dell’operazione, sono finiti in carcere.
Gli uomini della sezione antidroga della squadra mobile (diretta da Dante Cosentino) sono appostati vicino alla struttura ricettiva proprio per osservare le mosse della coppia. L.A. mostra all’altro il nascondiglio dove sono stati infilati i tre etti e mezzo di cocaina, dietro alcune mattonelle poggiate ai piedi di una recinzione in muratura, nel cortile del bed and breakfast. Poi sempre L.A. si allontana, incamminandosi in direzione del mare. È possibile che lì abbia appuntamento con qualcuno, probabilmente un cliente. A un certo punto L.A. telefona all’altro, S.R., e quest’ultimo preleva la droga dal nascondiglio e si appresta alla consegna. In quel momento i poliziotti intervengono e bloccano entrambi per poi avviare una perquisizione, in primo luogo nella stanza occupata da L.A.. Fuori alla porta finestra dell’alloggio viene trovato un bilancino di precisione, strumento di lavoro tipico di chi spaccia droga. È stato nascosto sotto a un mattone, per evitare che qualcuno lo veda.
Nel cortile esterno alla struttura, invece, viene recuperato tutto lo stupefacente. E il materiale finisce sotto sequestro.
Gli investigatori hanno deciso di intervenire in quel momento perché è possibile che di lì a poco la droga sarebbe passata di mano, presumibilmente per essere consegnata ad un cliente che però non è stato identificato.
Per i due si sono aperte le porte del carcere, come disposto dal sostituto procuratore della Repubblica Luca Sciarretta. (f.bu.)