Tre furti al bar, ladri dal cantiere

I commercianti: i malviventi passano dal teatro Michetti e rubano da noi
PESCARA. Tre furti in un mese e la paura che i ladri tornino di nuovo. Non sono affatto tranquilli i titolari del bar D’Amico e della gioielleria Adele Rolando, in via D’Annunzio, a fianco al teatro Michetti, che denunciano la mancanza di sicurezza in questo angolo della città da quando hanno preso il via i lavori di sistemazione dell’ex cinema. A subire i furti è stato il bar ma la titolare della gioielleria teme che da un momento all’altro o ladri possano far visita anche al suo negozio. La colpa di tutto viene imputata all’impalcatura usata per i lavori, che rende particolarmente vulnerabile lo stabile, disabitato. «La prima volta», racconta Alessandro Nonnati dal bar D’Amico, «sono venuti a rubare la notte tra il 24 e il 25 aprile. Approfittando dell’impalcatura che copre le porte di emergenza situate all’altezza dei bagni, su via Conte di Ruvo, hanno rotto il vetro e sono entrati nel bar, passando per i bagni. Sono riusciti a portare via solo qualche bottiglia e non sono riusciti a forzare le macchinette per giocare e quella cambiamonete, ma noi siamo costretti a sostituire il vetro della porta». Venerdì della scorsa settimana sono tornati, infrangendo per la seconda volta quella porta. «Hanno danneggiato l’apparecchio cambiamonete e preso qualche centinaio di euro al suo interno. In più abbiamo trovato due bottiglie rotte a terra», spiega Nonnati, «A quel punto abbiamo protetto quella porta dall’interno con un cancello di ferro e una parete in cartongesso». Ma i ladri non si sono arresi, e sono tornati per la terza volta l’altra notte: «Questa volta sono passati altrove, dall’uscita di emergenza del cinema, situata sempre su via Conte di Ruvo, probabilmente perché sapevano che il bar è comunicante con il cinema. Dopo aver attraversato gli spazi del Michetti, hanno dovuto rompere una saracinesca e scansare un frigorifero che chiudeva la porta di comunicazione tra i due locali e, raggiunto il bar, hanno preso qualche bottiglia di birra, dei succhi di frutta e devastato una macchinetta, dalla quale però hanno preso solo pochi soldi». Hanno usato una chiave inglese, una di quelle degli operai che stanno lavorando nel teatro, e si sono perfino feriti, lasciando delle tracce di sangue. «Avevamo intenzione di installare delle telecamere ma non c’è stato neppure il tempo per farlo», conclude Nonnati che sta pensando di rivolgersi a un avvocato e «chiedere i danni» dopo i furti.
È terrorizzata Adele Rolando che teme visite sgradite anche nella sua gioielleria, sempre passando attraverso il cinema: «Non sarebbe difficile, dice, perché l’impalcatura non è allarmata e il Michetti dispone di una serranda fatiscente, che si può aprire facilmente, e le porte sono aperte, senza chiavi e senza vetro. C’è una catena, ma basta poco per tranciarla».
Flavia Buccilli
©RIPRODUZIONE RISERVATA

