Tre giorni di teatro nella Riserva con “Spoon River”

3 Settembre 2014

POPOLI. Alle sorgenti del Pescara uno spettacolo attraversato da mille suggestioni. La compagnia Drammateatro e il regista Claudio Di Scanno ripropongono a Popoli per tre sere "Antologia",...

POPOLI. Alle sorgenti del Pescara uno spettacolo attraversato da mille suggestioni. La compagnia Drammateatro e il regista Claudio Di Scanno ripropongono a Popoli per tre sere "Antologia", messinscena tratta dalla celeberrima "Antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters, interpreti Susanna Costaglione, Mauro Marino e attori non professionisti popolesi. L'appuntamento, appoggiato da Comune e Riserva naturale Sorgenti del Pescara, è per questo fine settimana, con rappresentazioni venerdì 5, sabato 6 e domenica 7 settembre, sempre con inizio alle ore 19 poiché lo spettacolo segue la luce naturale nel suo trascorrere dal crepuscolo al buio. L'ingresso è riservato a 40-45 spettatori alla volta, che seguiranno l'azione scenica muovendosi lungo i sentieri della riserva. Prenotazione obbligatoria (al 347.7937963).

Claudio Di Scanno, autore di drammaturgia e regia, scrive nelle note allo spettacolo: «Spazio privilegiato di "Antologia" è la riserva naturale delle sorgenti del fiume Pescara, nostra ideale "collina di Spoon River" e luogo d'azione dei personaggi che hanno preso corpo e forma nella scrittura scenica. Una scrittura operata non aprioristicamente ma di pari passo con la conoscenza dei protagonisti. Una scrittura che ha origine e motivazione nel corpo stesso degli attori e di quei loro personaggi cui danno pregnanza di ombra, abitanti di un microcosmo eterogeneo, reietti la cui missione è quella di raccontare, per una volta ancora, ciò che fu la loro vita, oggi che la stessa, nell'epitaffio, altro non è che morte, attimo immortalato destinato all'eternità del Nulla».

Due bravissimi attori abruzzesi, Susanna Costaglione e Mauro Marino, sono la Fioraia e il Custode. Intorno a loro agiscono gli abitanti di Popoli («coi quali condivido un percorso creativo entusiasmante» spiega Di Scanno). "Spoon River Anthology", silloge pubblicata dall'avvocato poeta Edgar Lee Masters tra il 1914 e il 1915 sul Mirror, fu tradotta in Italia da Fernanda Pivano, folgorata da un verso («mentre la baciavo con l'anima sulle labbra, l'anima d'improvviso mi fuggì») che Di Scanno ha posto a emblema dello spettacolo. Le storie, in forma di epitaffio, raccontate dai paesani di Spoon River compongono un paesaggio umano che qui prende corpo in 27 persone di Popoli: «Nella notte» spiega ancora il regista «si genera una parata di varia umanità che qui può giocare sui registri del grottesco, e dove i personaggi possono dispiegare, nel tempo scenico, ciascuno il proprio annuncio, in una forma che ha a che vedere con la timida richiesta di parola per il tempo loro concesso. Così, liberati dal rimpianto, osano vivere l'urgenza di raccontare la propria storia, un frammento di essa, anche solo un pensiero vano destinato a collidere con il vuoto, ma comunque spazio di libertà dove a volte prende corpo il tentativo di una tiepida e timida protesta verso il destino e il mondo».

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