Tre indagati e un’impronta non sono bastati

3 Marzo 2023

Fino all’ultimo il pm ha cercato riscontri a tutti gli indizi emersi, con le indagini dei carabinieri del Ros

PESCARA. Era rimasto aperto fino a qualche settimana fa il fascicolo sull’omicidio di Alessandro Neri, il giovane di 28 anni che l’8 marzo del 2018, tre giorni dopo essere stato ucciso, venne ritrovato a Fosso Vallelunga, raggiunto da due colpi di pistola 7,65.
Il pm Luca Sciarretta aveva indagato tre persone, nomi noti negli ambienti malavitosi cittadini, accusati di omicidio e sequestro di persona. Ma ora quel fascicolo è chiuso con una richiesta di archiviazione che il magistrato ha già inviato anche alla parte offesa, la madre della vittima, Laura Lamaletto. Fino all’ultimo la procura ha cercato di trovare dei riscontri a una serie di indizi emersi nel corso della complessa attività investigativa. L'ultimo, in ordine di tempo, una impronta che i Ris avevano individuato nell’auto della vittima: quella Fiat 500 rossa parcheggiata in via Mazzini. Una impronta alla quale, però, non è stato possibile dare un nome.
Negli ultimi due anni le indagini erano state affidate ai carabinieri del Ros che avevano fissato il loro quartier generale nella caserma pescarese, lavorando in autonomia e rispondendo solo al magistrato. Avevano anche battuto il sottobosco della malavita pescarese alla ricerca di qualcuno che riferisse qualcosa su quel delitto, ma inutilmente. Quanto ai tre indagati, il loro coinvolgimento diretto al delitto probabilmente non è mai stato ritenuto tale neppure dagli inquirenti: sembrava più un modo utile a far commettere qualche passo falso a chi era veramente nel mirino degli investigatori. Era stato infatti stilato un capo di imputazione molto stringato dove ai tre si contestava il concorso nell’omicidio di “Nerino”: un delitto che sembra affondare le radici nella microcriminalità pescarese, dello spaccio di sostanze stupefacenti di medio e basso livello, di piccole truffe sempre in una cerchia ristretta. Ambito in cui si muoveva anche la stessa vittima che aveva frequentazioni sospette con personaggi della malavita locale. I tre indagati vennero anche interrogati dal magistrato alla presenza dei Ros, ma senza risultati. E così la procura non ha potuto far altro che chiudere il fascicolo con una richiesta di archiviazione. Ma questo non vuol dire che il caso non possa essere riaperto, qualora dovesse balenarsi anche un piccolo elemento nuovo. Anche in quest'ottica potrebbe essere letta la scelta della famiglia di Neri di non far opposizione all’archiviazione.