Tre indagati per i bambini intossicati

7 Giugno 2018

Si tratta dei due amministratori dell’Ati costituita da Bio Ristoro e Cir Food e del responsabile della Hccp sugli alimenti

PESCARA. Tre indagati. È la prima risposta della Procura all’allarme provocato dall’ondata di malori gastrointestinali patiti da almeno 200 bambini delle scuole pescaresi ricoverati in ospedale a causa del batterio Campylobacter individuato dalle analisi dell’unità di Microbiologia della Asl. Un batterio raccolto presumibilmente attraverso i cibi consumati nelle mense delle diverse scuole cittadine e sulle quali adesso è concentrato il lavoro dei Nas.
SEQUESTRI. Ma mentre vanno avanti le ispezioni e i sequestri da parte dei carabinieri per la tutela della Salute coordinati dal maggiore Domenico Candelli, ultimi quelli di ieri nella mensa della scuola elementare e d’infanzia di via Milano dove si sarebbero verificati alcuni malori tra i bambini, la Procura procede a tambur battente per arrivare a individuare cause e responsabilità.
Le indagini, dirette dalla pm Anna Benigni e coordinate dal procuratore aggiunto Annarita Mantini, a capo del pool per reati ambientali e agroalimentari della Procura, per ora hanno portato all’iscrizione, sul registro degli indagati, dei due amministratori dell’associazione temporanea d’impresa costituita dalla Bio Ristoro e dalla Cir Food, e del responsabile della Hccp che si occupa delle procedure per prevenire le contaminazioni degli alimenti. Ai tre vengono contestati a vario titolo reati legati agli alimenti nocivi per la salute pubblica.
ATTO IRRIPETIBILE. Un atto dovuto che consente alla Procura di disporre le analisi irripetibili sui pasti test e sulle materie prime, sequestrati dai Nas nelle mense e nei centri cottura cittadini, affidati all’Istituto zooprofilattico di Teramo con l’obiettivo di individuare con certezza se, effettivamente, i malori siano stati determinati dal consumo di cibo - e nel caso quale - preparato nei centri cottura gestiti dalle due società e somministrati ai bambini.
VERTICE CON I PRESIDI. Intanto dal Comune, che si dichiara «parte lesa», l’assessore alle Mense Giacomo Cuzzi ieri mattina, ha dichiarato: «Saremo durissimi con i colpevoli, ma prima dovranno essere accertate le responsabilità. Intanto restiamo in attesa dell’esito delle indagini dei Nas e poi provvederemo alle sanificazioni ambientali». Cuzzi ha inoltre annunciato di aver convocato, per domani, un incontro con i presidi degli istituti scolastici (54 tra primarie e infanzia, 4000 iscritti al servizio mensa, 3700 pasti al dì) per fare il punto dopo la chiusura dei refettori, lunedì scorso, sulla base dell’ordinanza emessa dal sindaco Marco Alessandrini. Ai dirigenti delle scuole dell’infanzia che chiuderanno i battenti il prossimo 29 giugno, Cuzzi proporrà di dare la possibilità alle famiglie di far portare ai bambini merende e pasti da casa. L’assessore precisa che «i presidi avranno facoltà di decidere in merito».
La dirigente del comprensivo 4 Daniela Morgione anticipa: «Valuteremo insieme al Comune, il consumo dei cibi dovrà avvenire in locali igienicamenti perfetti». Mentre sui social dilaga la rabbia delle mamme. Una di loro, Maila D’Alessio scrive: «Nessuno si prende la responsabilità di decidere, malgrado le nostre premure, i bimbi restano a digiuno». Un’altra botta per le famiglie, già prostrate dall’andirivieni al pronto soccorso dove i figli, in questi giorni, sono ricoverati nel reparto di Pediatria (le mamme «ringraziano di cuore» il primario Giuliano Lombardi) o sottoposti a terapie antibiotiche per bloccare febbre e dissenteria.
CLASS ACTION. Attraverso i social, l’avvocato Paolo Nardella, papà di una bimba intossicata, ha convocato le famiglie «a partire da lunedì», per una «serie di incontri» propedeutici alla preparazione di una class action risarcitoria. Altri genitori hanno presentato denunce in Procura e richieste di istanze sono state inoltrate anche all’Udicon, associazione di consumatori, sezioni regionale e provinciale, presiedute rispettivamente da Stefania Centorame e Francesco Longobardi.
COMMISSIONE VIGILANZA. Sullo scandalo mense, ieri mattina in Comune si è svolta una commissione di vigilanza convocata dal presidente Carlo Masci. Il consigliere Massimiliano Di Pillo ha chiesto se «ci sono stati prelievi di cibo non autorizzato dopo la chiusura delle mense e da parte di chi». Gli ha risposto il dirigente delle Risorse umane Fabio Zuccarini: «Effettueremo verifiche nei plessi scolastici». Infine, secondo il consigliere Luigi Albore Mascia, questa situazione di incertezza «rischia di far saltare la riapertura delle mense il prossimo anno scolastico».