Tre laboratori analisi nei guai: non comunicavano i positivi

2 Dicembre 2020

PESCARA. Eseguivano test Covid ma non comunicavano i positivi alla Asl. Le irregolarità nell’esecuzione dei tamponi per la ricerca del coronavirus sono stati riscontrati in tre laboratori abruzzesi,...

PESCARA. Eseguivano test Covid ma non comunicavano i positivi alla Asl. Le irregolarità nell’esecuzione dei tamponi per la ricerca del coronavirus sono stati riscontrati in tre laboratori abruzzesi, due del Chietino e uno nella Marsica.
I controlli sono stati eseguiti dai carabinieri del Nas di Pescara, al comando del tenente colonnello Domenico Candelli, nel corso di una serie di controlli nelle strutture private e convenzionate di tutto l’Abruzzo. I responsabili dei tre laboratori sono stati denunciati per aver omesso di comunicare alle Asl i casi di positività al virus, rilevati nel corso dei test sierologici e antigenici rapidi effettuati sui clienti. In un caso è stata segnalata all’autorità sanitaria una donna, responsabile di un laboratorio di analisi, per aver abusivamente attivato un punto prelievi per tamponi molecolari e rapidi in una tensostruttura allestita all'aperto. L'area non era stata prevista nella planimetria autorizzata. È stato scoperto che non rispettavano i protocolli anti-Covid per quanto riguarda la comunicazione giornaliera alla Asl del numero dei tamponi eseguiti e di quelli risultati positivi. Infine non erano state adottate le procedure di smaltimento dei tamponi. Nella Marsica, i controlli sono stati svolti in collaborazione con la Asl Avezzano Sulmona L'Aquila. I carabinieri del nucleo antisofisticazione di Pescara hanno denunciato un medico chirurgo, direttore sanitario di un poliambulatorio.
Anche in questo caso, non avrebbe comunicato all'ufficio competente della Asl i casi di positività al Covid rilevati nel corso dei test sierologici e antigenici rapidi. Secondo l'accusa hanno impedito, così facendo, l’attivazione dei protocolli e delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia. Le ispezioni rientravano nell’ambito dei controlli eseguiti in tutta Italia dai militari per la tutela della salute, in quasi 300 attività tra laboratori di analisi e strutture operanti nel commercio e nell’erogazione dei test. (p.g.)