Tre minorenni rapinati: arrestato un ventenne

28 Novembre 2019

PESCARA. Prima le mani nelle tasche, poi calci e pugni. Uno schiaffo ancora e un coltello puntato sul fianco. Alla fine, dopo le percosse, la rapina di 150 euro, per la quale è stato arrestato nel...

PESCARA. Prima le mani nelle tasche, poi calci e pugni. Uno schiaffo ancora e un coltello puntato sul fianco. Alla fine, dopo le percosse, la rapina di 150 euro, per la quale è stato arrestato nel pomeriggio di martedì M.O., ventenne già noto alla giustizia per lo stesso reato. L’arresto è stato notificato nel carcere di San Donato, dove M.O. si trovava già da qualche giorno per essere evaso dai domiciliari.
Il ventenne era stato denunciato insieme a un complice minorenne per fatti che risalgono al 6 luglio scorso. Quel sabato sera, poco prima di mezzanotte, tre sedicenni stanno chiacchierando nei giardinetti di piazza Primo maggio. Arrivano due sconosciuti che cominciano chiedendo una sigaretta, ma poi cominciano a frugare nelle tasche di uno dei tre che tenta di difendersi. Partono calci e pugni, e quindi le minacce con un coltello puntato sul fianco. Poi è il turno di un altro amico, raggiunto da uno schiaffo: a lui vengono portati via 150 euro custoditi nel portafogli.
I due malviventi si dileguano, mentre i tre sedicenni vanno in pronto soccorso. Qui, per le contusioni al viso e alla testa uno dei ragazzi è dimesso con una prognosi di sette giorni. In ospedale arrivano anche i genitori dei sedicenni, viene allertato il 113 e parte la denuncia. Gli agenti della squadra mobile della questura di Pescara si mettono in moto, e identificano la coppia di malfattori.
Al maggiorenne, vent’anni compiuti da poco, il sostituto procuratore della Repubblica contesta il reato di concorso in rapina, aggravata dall’essere stata commessa in concorso e approfittando di circostanze di tempo e di persona tali da ostacolare la pubblica e la privata difesa. Inoltre, per il ragazzo ci sono i reati di porto di coltello in luogo pubblico e di lesioni volontarie.
Il gip, sussistendo il pericolo di reiterazione del reato, ha disposto nei confronti del ventenne la misura cautelare della custodia in carcere, eseguita dagli agenti della sezione antirapina della mobile.
Anche a giugno M.O. era stato protagonista di una rapina, che gli era costata gli arresti domiciliari: allora le vittime furono due minori, derubati in via Regina Margherita da M.O. insieme a un minorenne e a un 23enne romeno da tempo residente in Italia.