Trecento in piazza per il punto nascite

14 Settembre 2014

La protesta a Penne: il movimento vestino sfila lungo le strade della città e invoca la salvaguardia dell’ospedale

PENNE. È partito da piazza Luca da Penne il maxi corteo di protesta in difesa del punto nascite del San Massimo. Il serpentone, circa 300 tra cittadini e rappresentanti politici, ha attraversato viale Ringa fino al piazzale dell’ospedale. Dopo un sit-in davanti al San Massimo, la protesta ha fatto ritorno in piazza con i cittadini che a turno hanno preso il microfono per esprimere le proprie considerazioni.

Alla manifestazione, oltre al sindaco Rocco D'Alfonso, hanno partecipato i primi cittadini di Pianella, Collecorvino, Elice, Picciano e Villa Celiera. A sostenere il movimento per la sanità vestina sono intervenuti il consigliere regionale capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri e l'ex consigliere regionale di Rifondazione comunista, Maurizio Acerbo. «In questi giorni, si sono avvicendate diverse iniziative a difesa del punto nascite di Penne e ciò dimostra quanto sia sentito questo tema per l'intera cittadinanza», ha detto il sindaco D'Alfonso. Anche il portavoce del movimento per la sanità vestina, Gabriele Frisa, ha commentato la situazione del San Massimo: «La musica per l'ospedale di Penne non sembra cambiata con il passaggio tra il governo regionale di Gianni Chiodi a quello di Luciano D'Alfonso. Vogliono smembrare il nostro ospedale, pezzo dopo pezzo. Mi chiedo che fine abbiano fatto i dodici milioni di euro stanziati per la ristrutturazione dell’ospedale. Sopprimendo il punto nascite vestino, verrebbe meno il diritto alla salute di tutte le partorienti di questo vasto comprensorio. Il nostro movimento chiede l'immediata ristrutturazione del nostro ospedale e il mantenimento del punto nascite», ha proseguito Frisa.

«Lo smantellamento del San Massimo è cominciato con la soppressione della scuola infermieri tanti anni fa. Penne non può diventare una succursale di Pescara. Chiedo a tutti i politici intervenuti di difendere con le unghie e con i denti il nostro reparto nascite», ha detto il pennese Giancarlo Cocchini. Parallelamente al corteo di protesta è proseguita la raccolta firme del Movimento 5 Stelle per aderire alla petizione da indirizzare al presidente della Regione, e all'assessore alla sanità Silvio Paolucci. In poche ore sono state raccolte circa mille adesioni.

Anche i sindacati hanno manifestato la loro netta contrarietà ai tagli sull'ospedale vestino. «Il punto nascite del San Massimo non può essere chiuso perché Penne rappresenta l'area più ampia della provincia di Pescara, inoltre il comprensorio vestino non ha i collegamenti stradali adatti per raggiungere in tempi rapidi la costa», ha incalzato il segretario Spi/Cgil, Ettore Bianchi. Pepato il commento di Lorenzo Sospiri. «Ci sono i fondi per la ristrutturazione del San Massimo. Non capisco se il problema del governo regionale sia finanziario o tecnico. Se il reparto nascite necessità di adeguamenti può essere adeguato», ha precisato il consigliere forzista. Il movimento per la sanità vestina ha fatto sapere che qualora il governo regionale dovesse portare avanti l'idea di sopprimere il punto nascite, le azioni di protesta proseguiranno.

«Siamo stanchi» ha ripreso Frisa, portavoce del movimento, «delle promesse dei politici regionali che si ricordano di Penne soltanto durante le elezioni».

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