Trecento richieste di aiuto a Francavilla Il Comune interviene

In aumento le persone che si rivolgono ai servizi sociali Tra le misure, buoni spesa anche a chi è in attesa del ristoro
FRANCAVILLA. A Francavilla non si è ai livelli della crisi patita durante il lockdown in primavera, ma con il passare dei giorni e l’inasprimento delle misure per contrastare il virus, crescono di pari passo anche il disagio sociale e la richiesta di aiuto, e non solo dalle fasce solitamente più deboli dal punto di vista sociale.
In questa settimana appena trascorsa, l'assessore comunale alle Politiche sociali Francesca Buttari ha avuto una riunione con gli uffici competenti per fare il punto della situazione, per capire quali sono le necessità e, quindi, per studiare soluzioni per andare a sostenere le famiglie in difficoltà in questo particolare momento.
«Non c'è la crisi vissuta in primavera, quando con il lockdown la maggior parte dei negozi e delle attività aveva dovuto chiudere, ma negli ultimi giorni registriamo un aumento delle richieste, sì, ma anche dei volti nuovi, di persone che chiedono aiuto ai servizi sociali».
Da quello che si apprende, a oggi dovrebbero essere almeno 300, a Francavilla, le persone che vivono in uno stato vicino alla soglia di povertà, tale da fare fatica a mettere un pasto a tavola o pagare le bollette di luce e gas. Anche per questo l'amministrazione ha già pensato ad alcune misure da mettere in campo per sostenere chi ne ha più bisogno, da finanziare, ci si augura, con dei fondi governativi oltre che con quelli comunali.
«È chiaro che il nostro auspicio sia quello di un intervento statale, come avvenuto durante la prima fase della pandemia. Solo in questo modo gli aiuti potranno essere più consistenti. In ogni caso il Comune è pronto a fare la sua parte con le risorse a sua disposizione».
In base a quanto spiega l'assessore Buttari, il piano a sostegno del reddito dovrebbe prevedere un contributo straordinario per il pagamento di bollette e affitti, un altro da destinare alle associazioni caritatevoli presenti sul territorio, finalizzato alla distribuzione di pacchi alimentari, la spesa solidale all'interno di una rete già consolidata di supermercati (mai interrotta in questi mesi), ma anche buoni spesa da concedere una tantum alle famiglie nelle prossime settimane. In tal senso, l'idea è quella di andare a sostenere non solo quei nuclei in difficoltà economica, ma anche quelle persone che sono ancora in attesa di ricevere sussidi come la cassa integrazione o i bonus promessi dal governo attraverso il decreto ristori e ristori bis.
Per questo, proprio con riferimento ai buoni spesa, questi verranno distribuiti non solo a chi ha un Isee non superiore ai 6mila euro, come solitamente avviene, ma anche a chi dimostra di avere diritto al ristoro e non l'ha ancora percepito. «Così facendo vogliamo andare a tamponare l'emergenza, perché sappiamo che in molti ancora non riescono ad accedere agli ammortizzatori, indennizzi o ristori. Allo stesso tempo bisognerà fare delle valutazioni, per capire ad esempio se i richiedenti beneficiano già di altre agevolazioni, come il reddito di cittadinanza».
Lo stesso assessore Buttari poi ricorda: «È ancora possibile accedere al contribuito regionale per il pagamento degli affitti. Inoltre, ci siamo attivati per agevolare una campagna di test rapidi destinati ai volontari e ai lavoratori di servizi sociali, associazioni e cooperative, così da offrire un sostegno alle persone che quotidianamente operano al servizio di chi ne ha più bisogno».
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