Tregua in aula tra Lega e FdI: passa la variazione di bilancio

8 Settembre 2023

L’AQUILA. Una tregua prima della tempesta. Così i vertici regionali della Lega spiegano l’esito del Consiglio regionale di ieri, filato liscio e veloce come una biglia sullo scivolo di un parco...

L’AQUILA. Una tregua prima della tempesta. Così i vertici regionali della Lega spiegano l’esito del Consiglio regionale di ieri, filato liscio e veloce come una biglia sullo scivolo di un parco giochi. La seduta, cominciata alle 14, 30, ha chiuso i battenti dopo meno di un’ora e mezza. Con Fratelli d’Italia, Forza Italia e il partito di Salvini compatti, complici e alleati, come quei fidanzatini che nel romanzo di Moccia, “Tre metri sopra il cielo”, attaccavano lucchetti su ponte Milvio, giurandosi amore eterno. Ma non sarà così. «Ne riparliamo il giorno dopo la visita di Salvini», infatti annuncia un pezzo da Novanta del Carroccio abruzzese.
In attesa della Vandea, intanto, va in scena un Consiglio regionale alla camomilla, animato giusto e solo all’inizio quando il presidente, Lorenzo Sospiri, dopo aver rinviato alla prossima seduta del 26 settembre una sfilza di interrogazioni e interpellanze, ha dato la parola a Domenico Pettinari, seguito a ruota dal collega di opposizione Sandro Mariani. E il pentastellato si è lanciato in una fragorosa filippica contro l’assessore alla Sanità, Nicoletta Verì; al sociale, Pietro Quaresimale e, per finire, anche verso il consigliere di Fratelli d’Italia, Leonardo D’Addazio.
Manco a dirlo, i temi erano sanità a assistenza socio sanitaria, liste d’attesa e focus sull’ospedale di Penne. Né Verì né Quaresimale, assenti mentre Pettinari urlava giustizia sociale, hanno quindi potuto replicare. Lo ha invece fatto D’Addazio con tono di voce pacato.
Alle 15 però si è entrati nel clima soporifero della politica alla camomilla. E la maggioranza si è votata, con l’astensione di Pd, M5S e civiche di centrosinistra, il proprio progetto di legge su “Modifiche e integrazioni all’assestamento del Bilancio di previsione 2023-2025» e al “Rendiconto generale per l’esercizio 2022». Roba da ragioneria pura.
Più interessante, se così si può dire, la serie di emendamenti, anch’essi approvati, che riguardavano: il riconoscimento del debito fuori bilancio nei confronti di Trenitalia per accordo sulla sicurezza a bordo e per la Carta Tutto Treno Abruzzo 2022. Che si traduce semplicemente: treno gratis per le forze dell’ordine; quindi lo scorrimento delle graduatorie per le borse di studio 2022/2023.
Nello specifico, quelle riferite all’Università degli studi Chieti-Pescara che ne anticiperà le risorse per il prossimo anno, con una dotazione di spesa incrementata di 380mila euro. Inoltre è stata sbrogliata una matassa relativa all’Interporto regionale di Manoppello scalo attraverso “il perfezionamento del procedimento di estinzione delle pendenze connesse al mancato versamento dell’Imu” in favore del Comune della Valpescara.
In sintesi è stato approvato uno stanziamento pari a un milione di euro per gli esercizi 2023/2025. Prima che il sipario si chiudesse – nell’aula dove si è stata subito notata l’assenza di Marianna Scoccia, passata dal gruppo misto di minoranza all’Udc, con Chicco Di Benedetto che ieri è rimasto a fissare la sedia vuota accanto a sé –, sono state approvate modifiche alle leggi che riguardano: interventi (non meglio identificati) in favore del settore dell’artigianato; le disposizioni sull’organizzazione delle attività dell’Assemblea del Cram per il 2023; le disposizioni per il rafforzamento delle funzioni della Fira; e la proroga al 31 dicembre 2023 della rendicontazione da parte dei Comuni per i contributi ricevuti nel 2022 grazie alla legge regionale di Stabilità. Ma molti di quei fondi a pioggia sono ancora sulla carta.
Le ultime due immagini, colte in aula dal fotografo, sono gli sguardi della neo consigliera leghista Federica Rompicapo, di Atri, alla sua seconda presenza in Consiglio regionale, e dell’ex compagna di partito, Antonietta La Porta, di Sulmona, da poco uscita dalla Lega, che ci raccontano di come la politica sia diventata una porta girevole. (l.c.)
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