Tregua in Via Ariosto dopo gli sgomberi

A una settimana dall’allontanamento dei senegalesi, l’area è stata pulita ma la polemica non si ferma. Articolo 1: l’amministrazione aveva altre strade
MONTESILVANO. Palazzine ripulite e niente più presidi delle forze dell’ordine davanti al ghetto senegalese di via Ariosto. A partire da ieri la situazione sembra essere davvero tornata alla normalità nella zona che per una settimana è stata teatro prima di un maxi blitz con annesso sgombero e poi di scontri e arresti dei senegalesi più irrequieti.
Dopo l’intervento di rimozione delle cataste di rifiuti e mobili dalle aree comuni del condominio, le palazzine Tillia e Viola appaiono completamente ripulite e come unica traccia dello sgombero resta solo la recinzione arancione che delimita l’area e le murature degli accessi. Da ieri è terminato anche il presidio fisso di polizia e carabinieri che per una settimana si sono dati il cambio monitorando h24 la zona. E non c’è più alcuna traccia neanche della comunità senegalese, che per diversi giorni si era accampata sulla spiaggia libera e sul lungomare, all’altezza di via Ariosto, rivendicando i propri effetti personali. Ma se da un lato l’emergenza sembra essere superata, dall’altro non si placano le polemiche in merito allo sgombero.
«L’amministrazione comunale è stata incapace di affrontare e risolvere il problema di via Ariosto percorrendo strade diverse, come ad esempio, bandi e finanziamenti europei per la riqualificazione di zone e quartieri disagiati», commentano i promotori di Articolouno Mpd Montesilvano. In particolare Alessio Pisciella ricorda il bando Urban Innovative Action Initiative, per azioni innovative di sviluppo urbano sostenibile finanziate con il supporto del Fesr e ormai scaduto. Articolouno si chiede se davvero qualcuno pensa che ora i problemi di Montesilvano siano finiti e che la città sia più sicura. «Nel recente passato», aggiunge Sergio Sergi, «solo l’ultima amministrazione di centrosinistra ha cercato di mettere in campo iniziative politiche di integrazione con l’obiettivo di prevenire fenomeni di illegalità, che puntualmente si sono verificati, ma non gli è stato concesso il tempo adeguato da chi oggi fa solo speculazione elettorale».
Gli esponenti di Articolouno evidenziano inoltre come lo sgombero rischia di creare un problema sociale ancora più grande di quello risolto. Intanto, in difesa dell’operato dell'amministrazione interviene il consigliere Mauro Orsini. «Ritengo esilaranti le accuse rivolte al sindaco», commenta, «che da un lato è divenuto uno xenofobo e razzista dopo avere firmato l’ordinanza di sgombero di via Ariosto e dall’altro viene considerato un sindaco dalla parte degli extracomunitari poiché favorisce l’ingresso dei profughi in città». Sul tema anche il consigliere Gabriele Di Stefano che, ricordando come lo sgombero fosse necessario, evidenzia tuttavia come sia stato un atto doloroso per le persone coinvolte ma anche per l’amministrazione stessa. «Mi auguro che questa dolorosa esperienza sia di esempio per evitare la creazione di nuovi ghetti».
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