Trent’anni di indagine, fotografia della società
L’indagine Qualità della Vita debutta sul Sole 24 ore nel 1990, esattamente trent’anni fa. Anche oggi, come allora, lo studio prende in esame sei macro-categorie tematiche per valutare il benessere...
L’indagine Qualità della Vita debutta sul Sole 24 ore nel 1990, esattamente trent’anni fa. Anche oggi, come allora, lo studio prende in esame sei macro-categorie tematiche per valutare il benessere dei cittadini (ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia e salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero) ognuna divisa in diversi indicatori. A ciascuna provincia viene assegnato un valore da mille a zero punti per ciascuno degli indicatori: mille punti vanno alla provincia con il valore migliore, zero punti a quella con il peggiore, mentre le altre province si distribuiscono di conseguenza. I parametri scelti nel corso degli anni possono essere considerati un termometro con cui misurare cambiamenti della società: negli anni ’90, ad esempio, si rilevavano la densità delle cabine telefoniche, il tempo medio di consegna della posta e il tempo di attesa per l’allacciamento delle utenze. Nel nuovo millennio entrano nuovi indicatori di benessere come il numero dei ristoranti e gli ingressi agli spettacoli, gli immigrati residenti, la presenza degli asili nido, gli acquisti dei libri. E ancora, di pari passo con lo sviluppo tecnologico, la diffusione della banda larga per il collegamento a internet e il numero dei contratti di home banking.
Il tasso di occupazione femminile quale indicatore di benessere della società arriva solo nel 2013, mentre nel 2018 debutta l’indice del clima, a testimonianza di una più sentita coscienza ambientale.
Quest’anno l’indagine fotografa 90 indicatori aggiornati al 2020 per poter raccontare l'impatto che la pandemia da Covid-19 ha avuto sui territori. Sono stati presi in considerazione 25 indicatori, con focus sugli effetti economici, sanitari e demografici che descrivono la crisi in corso in diversi settori. Altra novità dello studio di quest’anno gli indicatori che misurano il livello di “digitalizzazione” dei territori, dalla diffusione degli Spid per abitante, fino ai Pos attivi.
Il tasso di occupazione femminile quale indicatore di benessere della società arriva solo nel 2013, mentre nel 2018 debutta l’indice del clima, a testimonianza di una più sentita coscienza ambientale.
Quest’anno l’indagine fotografa 90 indicatori aggiornati al 2020 per poter raccontare l'impatto che la pandemia da Covid-19 ha avuto sui territori. Sono stati presi in considerazione 25 indicatori, con focus sugli effetti economici, sanitari e demografici che descrivono la crisi in corso in diversi settori. Altra novità dello studio di quest’anno gli indicatori che misurano il livello di “digitalizzazione” dei territori, dalla diffusione degli Spid per abitante, fino ai Pos attivi.

