Tribunale imprese L’Aquila e Pescara in lite per la sezione

30 Maggio 2015

L’ordine degli avvocati aquilani: vogliono scipparci I legali pescaresi: no, da noi il più alto numero di industrie

PESCARA. E’ stato istituito solo due anni fa all’Aquila e, da quel momento, per controversie in materia di società di capitali e di società per azioni occorre rivolgersi al tribunale delle imprese aquilano. Eppure, un disegno di legge prevede un ampliamento delle competenze del tribunale delle imprese, fino a questo momento ristretto a poche controversie, che invece si amplierà occupandosi anche di concorrenza sleale, di appalti pubblici a partire dall’esecuzione del contratto e di class-action aumentando, quindi, di molto il suo carico di lavoro. Ed è per questo che il consiglio dell’ordine degli avvocati di Pescara presieduto da Donato Di Campli ha firmato una determina per chiedere l’istituzione di sezioni specializzate «nei singoli tribunali o presso il tribunale che in ambito regionale tratta il maggior numero di cause e nel cui territorio opera il maggior numero di imprese».

Una determina che è bastata a far gridare agli avvocati aquilani «allo scippo», mentre Di Campli replica così: «Ma che scippo, nella nostra determina non abbiamo indicato una preferenza ma solo detto che bisogna partire dai criteri oggettivi, come quelli della sede dove ci sono il più alto numero di imprese e il maggiore numero di cause di competenza. Non vogliamo scippare nulla a nessuno ma certo L’Aquila non ha il numero più alto di imprese, non è né al centro della regione né la città più importante». Com’era accaduto per la Corte d’Appello si accende ancora la polemica tra le due città e, stavolta, il terreno è quello del tribunale delle imprese. L’ordine degli avvocati dell’Aquila presieduto da Carlo Peretti non gradisce la nascita di una sede distaccata a Pescara e ha annunciato che ricorrerà al presidente del consiglio, al Csm e al ministro della giustizia.

Tra le motivazioni dell’ordine aquilano «il limitato numero dei giudizi avviati dinanzi la sezione specializzata in materie di impresa. La proposta formulata dal consiglio dell’ordine di Pescara», aveva detto Peretti, «non trova puntuale riscontro sia per il numero esiguo dei procedimenti sia perché non in linea con la politica di contenimento della spesa pubblica». La nota di Peretti è arrivata all’indomani della determina del consiglio pescarese in cui invece si chiedeva l’istituzione di sezioni specializzate in materia di imprese. Nell’atto pescarese non viene fatto riferimento a Pescara ma a quelli che Di Campli preferisce chiamare «criteri oggettivi in base alle imprese e alle cause». Poi, quei criteri oggettivi e i numeri portano a privilegiare Pescara o comunque l’area metropolitana insieme a Chieti.

«In futuro», commenta Di Campli, «il tribunale delle imprese avrà un carico di lavoro dieci volte superiore a quello di adesso e sarà impensabile chiedere a un avvocato di Vasto che già ogni giorno deve andare all’Aquila per la Corte d’Appello o per il tribunale di sorveglianza spostarsi anche per le cause di competenza del tribunale delle imprese».

Al momento, non è stato deciso ancora nulla ma dopo la Corte d’Appello si annuncia una seconda battaglia tra i legali aquilani e pescaresi.

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