Tribunale, la fontana di Spalletti: «Un progetto per salvare l’opera»

Oggi il presidente Bozza e il sindaco Masci svelano il piano per restaurare gli impianti idrici Gara di beneficenza tra le imprese per trovare i fondi: finora sono stati raccolti già 200mila euro
PESCARA. «Lo specchio d’acqua è lì, a ricordarci la luce della città». Così l’artista Ettore Spalletti parlava della sua fontana davanti al tribunale di Pescara. Da allora sono passati quasi vent’anni. Un’ellisse di 15 metri per 9, oltre cento metri quadrati, con un nucleo centrale in calcestruzzo rivestito da lastre e conci in granito nero dello Zimbabwe. Un simbolo dell’arte contemporanea. Ma, da almeno 5 anni, quella fontana è nel degrado. Adesso, però, salvare quell’opera d’arte firmata dal maestro Spalletti (nato nel 1940 a Cappelle sul Tavo e morto nel 2019 a Spoltore all’età di 79 anni) diventa d’un tratto possibile: 200mila euro sono già pronti, ne servono altri 165mila. Oggi alle ore 17.45, in un incontro in tribunale, sarà presentato il progetto di restauro: «È un appello agli uomini e alle donne di buona volontà», dice il presidente del tribunale, Angelo Mariano Bozza. Alla presentazione del progetto ci saranno il sindaco Carlo Masci, Patrizia Leonelli Spalletti, presidente della Fondazione Ettore Spalletti, Danilo Eccher, critico d’arte, e il giornalista del Tg1 Senio Bonini in qualità di moderatore.
«È un’opera bellissima», continua Bozza, «che merita di essere inserita in un contesto rinnovato, visto che sarà sistemata anche l’intera piazza grazie a una procedura parallela portata avanti dal Provveditorato alle Opere pubbliche: questo intervento dovrebbe iniziare a settembre». Per il recupero della fontana, è in corso una raccolta fondi: allo stato attuale è stato di poco superato il tetto dei 200mila euro. L’appello, rilanciato anche dalla Confindustria Chieti-Pescara dal proprio sito a tutti gli associati, è anche ad avvalersi dell’Art Bonus, la legge per la tutela del patrimonio culturale che favorisce erogazioni liberali da parte di mecenati per interventi di manutenzione, restauro e protezione di beni culturali pubblici, prevedendo un credito di imposta del 65%.
«Contiamo tanto», dice Bozza, «sull’attenzione di quanti vorranno partecipare alla proposta cui si può aderire collegandosi al sito di Art Bonus». Grazie alle imprese, la fontana di Spalletti, scultore insignito anche della laurea honoris causa all’università d’Annunzio, potrebbe tornare tra poco al suo originario splendore: fu inaugurata nel 2004, con l’apertura del tribunale in via Lo Feudo. Per aggiustare gli impianti idrici e per riqualificare il fondo servono 365mila euro. Per raggiungere l’obiettivo «serve un ulteriore sforzo», dice Bozza.
Se si centrasse l’obiettivo, le parole del maestro per la sua creazione riacquisterebbero significato: «Un disco nero si appoggia un po’ spaesato nella piazza del nuovo Palazzo di giustizia. Al centro una forma geometrica azzurra tracima acqua allagando l’intera fontana. Lo specchio d’acqua è lì, a ricordarci la luce della città, scandisce le ore attraverso la riflessione dandoci immagini e colori diversi nelle diverse ore del giorno, quando la luce si quieta appare una luce ellittica fino a diventare luminosa con la notte. Forse è la luna. È un luogo di contemplazione, l’acqua si muove lentamente con la brezza della sera. Il suono è quello di un ruscello di montagna».

