Tribunale, nuova stretta E anche gli studi legali finiscono in quarantena

Tornano le misure della prima fase: stop ai processi con tanti imputati Il presidente Bozza: il protocollo resterà in vigore almeno fino a marzo
PESCARA. L’improvviso aumento dei contagi da Covid lungo la costa, e in particolare su Pescara, ha costretto il presidente del tribunale pescarese, Angelo Mariano Bozza, a ripristinare il protocollo che fino al 31 gennaio scorso aveva regolamentato l'attività all'interno di palazzo di giustizia. «Abbiamo dovuto prendere atto della situazione che si è creata in questi ultimi dieci giorni», dice il presidente, «e quindi si impone la necessità di ripristinare il protocollo appena scaduto. C'è un evidente aggravamento delle condizioni pandemiche che si è verificato proprio in questi primi giorni di febbraio: è urgente tornare a regolamentare le udienze, soprattutto nel penale, almeno fino alla fine di marzo».
Il protocollo, sottoscritto ieri dal procuratore Annarita Mantini, dalla presidente della sezione penale, Maria Michela Di Fine, dal presidente dell'Ordine degli avvocati, Giovanni Di Bartolomeo, dal vice presidente della Camera penale, Massimo Galasso, e dal presidente dei difensori d'ufficio, Stefano Sassano, ribadisce quanto stabilito con il precedente provvedimento del novembre scorso. Tornano quindi in vigore le regole già fissate per il rinvio dei processi che nel collegiale contano più di 10 imputati e che nel monocratico più di 4 imputati; così come saranno rinviati i procedimenti davanti al gup con più di 10 imputati. Restano poi in vigore le raccomandazioni nel civile, dove comunque la situazione sembra più tranquilla viste anche le procedure informatiche già da tempo utilizzate, e naturalmente l'utilizzo obbligatorio delle mascherine, il distanziamento sociale e l'igienizzazione delle mani. Il presidente Bozza ha comunque inserito una integrazione con qualche correttivo in più, «preso atto della riacutizzazione della pandemia nel territorio del circondario e delle emergenze della riunione tenutasi in Prefettura il 5 febbraio tra le locali autorità di sicurezza e sanitarie, che ha condotto alla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado; ritenuto che la prioritaria esigenza di contenere il rischio di contagio in conseguenza degli inevitabili assembramenti di persone che di regola accompagnano le udienze dibattimentali e camerali, impone di riattivare le statuizioni del protocollo sottoscritto il 19 novembre 2020 con alcuni correttivi». Correttivi che riguardano innanzitutto l'esclusione dai rinvii dei «processi con imputati gravati da misure cautelari personali, che si terranno indipendentemente dal numero delle parti coinvolte», ma anche rimedi per garantire una maggiore sicurezza: «Al fine di consentire il riciclo dell'aria nelle aule, i giudici effettueranno nella giornata più sospensioni, per almeno 10 minuti, durante le quali tutti dovranno uscire dall'aula e le porte di accesso all'area esterna alle aule ed alla galleria esterna dovranno rimanere aperte; durante tali pause è auspicabile che le parti coinvolte nei processi calendarizzati si trattengano lungo la galleria esterna». Gli statini delle udienze in cui sono stati rinviati i processi, con le date di rinvio, saranno pubblicati, dal giorno successivo, sul sito del tribunale. La drammatizzazione di questa situazione si percepisce in maniera evidente: ci sono casi di quarantena di studi legali, così come qualche ruolo di udienza è stato rinviato per l'assenza di un giudice in quarantena.

