Tribunale superblindato: una sola entrata

Ingresso unico dal lato della fontana di Spalletti. E sarà rafforzato il personale di vigilanza
PESCARA. Il rischio più forte è che nei prossimi mesi anche a Pescara potrebbero verificarsi lunghe file alle spalle del palazzo di giustizia, dalla parte di via Tirino. Esattamente come accaduto in diverse città italiane, dopo che la sparatoria di Milano ha riproposto il problema dei controlli ai varchi di accesso, per garantire la sicurezza dei cittadini e l’incolumità dei dipendenti il sindaco Marco Alessandrini e il procuratore capo Federico De Siervo hanno approntato un piano che prevede misure eccezionali per controllare chi entra ed esce dal tribunale.
Un solo ingresso dal lato posteriore, dove è stata realizzata la fontana di Spalletti, per avvocati, magistrati e cittadini e un’unica uscita da piazza Accademia, dove si trova il parcheggio riservato. E non solo: personale in più da affiancare ai vigilantes e la sistemazione di due metal detector e un impianto “radiogeno” per scannerizzare il contenuto delle ventiquattrore e delle borse. Il piano è stato predisposto ieri mattina, durante una riunione fiume della commissione manutenzione degli uffici giudiziari, di cui fanno parte il sindaco, il procuratore capo, il presidente del tribunale, i referenti degli altri uffici giudiziari e i dirigenti di tribunale e Procura. Oggi, ci sarà un incontro tecnico.
«Lo spirito è di non complicare la vita a utenti e addetti ai lavori», rivela Alessandrini, «ma abbiamo un’evidente esigenza di messa in sicurezza dei plessi di giustizia, sancita anche da una delibera ministeriale. Il progetto del nuovo tribunale, così come è stato concepito, prevede qualcosa come 50 ingressi: impossibili da controllare. Oggi ci stiamo muovendo per concentrare le entrate da una sola parte e le uscite da un’altra, anche per evitare le file». I varchi liberi, senza gli archetti del metal detector dove far passare le persone, hanno fatto balzare il tribunale di Pescara ai primi posti in Italia per assenza di sicurezza. Nei giorni scorsi il montesilvanese Mario Ferri, detto il Falco, celebre per le sue invasioni di campo, è entrato in un’aula con una pistola a salve, dimostrando così le falle del sistema di sorveglianza. E proprio sulla dotazione di sicurezza, la capogruppo del Movimento 5 stelle Enrica Sabatini ha rivolto un’interrogazione urgente al sindaco durante il consiglio comunale di ieri. «Vorrei sapere», ha spiegato Sabatini, «quali iniziative siano state assunte fino a oggi per garantire la sicurezza e comprendere quali siano le reali condizioni della strumentazione tecnica, visto che due impianti radiogeni sono stati dati alla Saga e uno non è mai stato usato».
«La società che gestisce l’aeroporto», ha chiarito Alessandrini, «aveva chiesto, in comodato d’uso gratuito, due elementi radiogeni su tre per esigenze di sicurezza. Il punto che abbiamo concordato in questi giorni con il procuratore capo, il prefetto, i rappresentanti delle forze dell’ordine e degli avvocati è di mantenere inalterata la dotazione. Quindi, la Saga si è impegnata a fornirci un metal detector da posizionare all’entrata di via Tirino, accanto al terzo impianto radiogeno che consentirà di scannerizzare borse e bagagli a mano come avviene in aeroporto, e un altro all’uscita dal lato di piazza Accademia. Ad affiancare i vigilantes ci saranno almeno due persone».
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