Tribunali minori, c’è il via libera alla legge contro la soppressione

16 Settembre 2020

Il consiglio regionale approva il nuovo Piano faunistico che disciplina anche l’attività di caccia Ma rinvia la discussione sul provvedimento più atteso: la modifica delle norme per l’urbanistica

L’AQUILA. Via libera dal consiglio regionale al nuovo Piano faunistico-venatorio e alla legge contro la soppressione dei tribunali minori. Rinviata, invece, la discussione sull’atteso provvedimento di modifica delle leggi regionali in materia urbanistica.
POLEMICHE DELLA VIGILIA. Quella di ieri si annunciava, sulla carta, come una seduta rovente proprio per via della presenza, all’ordine del giorno, della proposta di legge – firmata dai consiglieri di maggioranza Sabrina Bocchino, Pietro Quaresimale, Lorenzo Sospiri, Guerino Testa e Mario Quaglieri – che prevede una serie di integrazioni alle leggi regionali 18 del 1983 (Norme per la conservazione, tutela e trasformazione del territorio) e 11 del 1999 (individuazione e disciplina delle funzioni e dei compiti amministrativi conferiti alla Regione). A scaldare il clima era stato soprattutto il botta e risposta della vigilia tra il presidente del consiglio Sospiri e la capogruppo dei Cinque Stelle al consiglio comunale di Pescara Erika Alessandrini.
NUOVE AUDIZIONI. Tuttavia l’esame del testo – che contiene anche una norma, quella sul rilascio congiunto dei pareri da parte dei Geni civili e degli Uffici speciali, proposta dal consigliere di opposizione Americo Di Benedetto per velocizzare le istruttorie tecniche delle pratiche di ricostruzione dei terremoti 2009 e 2016/17 – è stato rinviato a data da destinarsi per consentire alla commissione Territorio, presieduta da Manuele Marcovecchio (Lega), di sentire i rappresentanti di alcune categorie che hanno chiesto di essere ascoltati. Il nuovo ciclo di audizioni dovrebbe concludersi il prossimo 22 settembre.
SCONTRO RINVIATO. Il progetto di legge del centrodestra è fortemente avversato sia dai Cinque Stelle - pochi giorni fa la consigliera Barbara Stella ha detto che «se verrà approvato verrà cancellata ogni traccia di pianificazione territoriale con conseguenze devastanti per le nostre città» - sia dal Partito democratico, che, attraverso il capogruppo Silvio Paolucci, ha parlato di «provvedimento intempestivo e pericoloso per l’integrità del territorio e per le concessioni eccessive a cemento e occupazioni del suolo pubblico. La buona notizia è che un gruppo di lavoro sta lavorando su una vera legge urbanistica, organica e sostitutiva di quella dell’83, da approvare prima di dicembre, cosa che rende opportuno il rinvio».
OK AL PIANO FAUNISTICO. È passato invece all’unanimità, con l’eccezione dei Cinque Stelle, che non hanno partecipato al voto, il nuovo Piano faunistico-venatorio regionale, che avrà validità per il quinquennio 2020-2024. Si tratta del principale strumento di programmazione per quanto riguarda la tutela e la conservazione della fauna selvatica e dei suoi habitat nonché la disciplina della caccia. Quello approvato ieri era un provvedimento lungamente atteso: l’ultimo piano risaliva infatti al 1992 ed era scaduto dal 2005. La sua gestazione era iniziata nella precedente legislatura: anche per questo, il centrosinistra ha deciso di votare insieme alla maggioranza e di non presentare emendamenti. Eventuali modifiche, infatti, avrebbero fatto fare al testo un brusco passo indietro, riportandolo all’esame delle commissioni Vas e Vinca. La scelta di non depositare emendamenti è stata condivisa, malgrado la non partecipazione al voto finale, anche dai Cinque Stelle: «Ma lo abbiamo fatto solo per senso di responsabilità», ha sottolineato Giorgio Fedele. «Continuiamo a pensare che sia stata persa un’occasione».
ESULTA LA MAGGIORANZA. La maggioranza parla di «risultato storico».
«Siamo orgogliosi», ha affermato Emiliano Di Matteo (Lega), presidente della commissione Agricoltura. «Il piano tiene conto delle numerose osservazioni avanzate durante le audizioni ed è stato concertato con i territori, le associazioni venatorie, ambientaliste e agricole. È un documento organico».
IMPRUDENTE SI DIFENDE. Soddisfatto anche l’assessore all’ambiente Emanuele Imprudente, che tuttavia nel suo intervento ha rimarcato di aver subito, durante la discussione e la redazione del piano, «attacchi trasversali», sia da parte delle forze politiche sia da parte dei portatori di interesse, ossia cacciatori, agricoltori e ambientalisti. «Una particolare attenzione», ha spiegato poi l'assessore illustrando il documento, «è stata posta per la gestione di tutti gli ungulati quali cinghiali, cervi e caprioli, in particolare per la riduzione dei danni che queste specie arrecano alle colture agricole».
TRIBUNALI MINORI. L’altro ordine del giorno “pesante” della seduta consiliare di ieri era la proposta di progetto di legge da sottoporre alle Camere, presentata da una decina di consiglieri del centrodestra, riguardante la “Nuova organizzazione dei tribunali ordinari e degli uffici del pubblico ministero”. Il provvedimento - finalizzato a superare la soppressione dei cosiddetti “tribunali minori” d'Abruzzo (Avezzano, Vasto, Sulmona e Lanciano) decisa dal Governo Monti mediante l’addebito delle spese di gestione e manutenzione degli immobili e di retribuzione del personale di custodia e vigilanza al bilancio della Regione - è passato all’unanimità.
GIOIE E SOSPETTI. «Sono orgoglioso di questa approvazione, la giustizia non può sottostare a logiche economiche», ha dichiarato il consigliere della Lega Simone Angelosante, primo firmatario. «Adesso ci auguriamo che tale unità di intenti trovi riscontro nell'iter parlamentare». Plaudono anche i Cinque Stelle, che hanno presentato una risoluzione con cui si impegna la Regione a stanziare, dal 2021, 1 milione di euro l’anno per evitare ogni possibile ricaduta delle norma sulle casse dei Comuni. «Si tratta sicuramente di un passo importante», ha affermato Fedele, che però ha puntualizzato come sia «da sottolineare il ritardo con cui è stato portato il testo in aula. La norma poteva tranquillamente essere discussa prima della pausa estiva. Non vorrei che si fosse tergiversato finora perché domenica ci sono le comunali a Avezzano».
LA PROTESTA. Fuori dal Palazzo dell’Emiciclo si è svolto un sit-in dei lavoratori degli appalti dei servizi mensa, pulizia e assistenza per i disabili delle scuole abruzzesi, un comparto dove sono impiegate circa 2mila persone. I sindacati chiedono che la giunta regionale dia seguito alla risoluzione approvata in commissione Lavoro lo scorso 5 agosto su proposta del consigliere del Pd Dino Pepe, che prevedeva l’erogazione di un sussidio “una tantum” di 500 euro per i tre mesi di sospensione estiva. Ad oggi la misura non è ancora stata applicata.