Trombette e fischietti contro il filobus

Protesta nonostante il maltempo: «La Strada parco non perda la sua funzione di pista ciclopedonale»
PESCARA. Il passaggio del filobus sul tracciato della filovia tra Pescara e Montesilvano doveva essere accompagnato da una protesta sulle due ruote. "Una manifestazione simpatica e civilissima, accompagnata da fischietti e trombette", per seguire il filobus e far sentire la voce di chi è contrario al progetto, così come è stato portato avanti nel tempo. Ma la pioggia, il vento e il freddo di ieri hanno fatto saltare la contestazione e in strada sono scesi solo una manciata di cittadini, che hanno voluto comunque assistere all’evento, anche se si è trattato di un passaggio formale, finalizzato a verificare lo stato dell'arte per procedere alla risoluzione contrattuale con la capofila Alpiq dopo il fallimento della Apts, che doveva fornire i 6 mezzi da far transitare sul tracciato, i Phileas.
I pochi presenti hanno comunque fatto sentire la propria voce con trombette e fischietti per sottolineare che «il passaggio del filobus farebbe perdere alla strada parco la sua funzione sociale, che è quella di pista ciclopedonale», spiega Ivano Angiolelli. «Non avremmo avuto nulla da eccepire», aggiunge, «se fosse stato scelto un mezzo elettrico compatibile con le dimensioni della strada parco, che è larga sette metri» ma oggi, dopo anni trascorsi tra polemiche e lavori, e dopo il fallimento della ditta olandese che produceva i Phileas, ci si trova al punto di partenza perché «non esistono dei mezzi compatibili con le dimensioni della carreggiata». L’assurdo è che «l'impianto di elettrificazione è stato completato, anche se si sapeva del fallimento della ditta e l’appaltatrice prenderà comunque i soldi, mentre noi rimaniamo con la strada parco elettrificata e senza impianto».
Angiolelli si augura che si faccia ricorso a dei «mezzi elettrici a batteria, che sono in grado di percorrere 300 chilometri al giorno, senza bisogno di pali e fili. E quelli già posizionati potrebbero essere recuperati, così come ci è stato detto dal presidente della Regione nel corso dei vari tavoli».
Ora i cittadini confidano nella «ritrovata lungimiranza della migliore politica e nel più attento ascolto delle voci dei pescaresi», conclude Angiolelli.
Attacca la Regione e il Comune, invece, Loredana Di Paola. «Il presidente della Regione Luciano D'Alfonso fa il gioco delle tre carte, accusa. Sulla strada parco si continua a sperperare denaro pubblico perché ora, con un finto collaudo, si chiude il rapporto con la Balfour Beatty, ma il mezzo non c'è. La Regione aveva promesso che, a seguito della mancata fornitura del mezzo, sarebbe stata seguita la strada della rescissione in danno, per inadempienza dell'Associazione temporanea di imprese, ma così non è stato. E lo stesso si dica anche per il sindaco Marco Alessandrini. Si poteva evitare, conclude, di continuare a pagare per una cosa che non andrà mai in porto». E' polemico anche Mario Sorgentone, dell'associazione Strada Parco. Quella di ieri, dice, è stata la certificazione finale del fallimento dell’appalto della filovia e delle dichiarazioni celebrative rilasciate, negli anni, dai vertici della Gtm, oggi Tua, e da molti politici. Da parte loro nessuna parola di autocritica o di rammarico, in queste ore, ma solo silenzio imbarazzato e pilatesco».
Sorgentone si augura che «la Regione voglia farsi carico di uno studio di fattibilità per verificare la rispondenza del tracciato della strada parco ai requisiti richiesti per una filovia. Se le risultanze saranno negative, come noi abbiamo sempre sostenuto, la Regione avrà due possibilità: o sostituire gli inutili e dannosi filobus di 18 metri con mezzi elettrici a batteria di limitate dimensioni, oppure cambiare tracciato, utilizzando il percorso parallelo alla Adriatica, via Verrotti, via Caravaggio, via Ferrari, ponte nuovo, aeroporto, che presenta tutte caratteristiche positive per un sistema filoviario. Una soluzione, questa, presentata al Comune con una petizione firmata da 2000 cittadini».
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