Troppe assenze in Comune, Fiucci rischia la decadenza

CEPAGATTI. «Non ha partecipato a tre sedute consecutive del consiglio comunale e non ha giustificato le assenze». Ecco perché il presidente del consiglio comunale di Cepagatti Angelo Faieta ha...
CEPAGATTI. «Non ha partecipato a tre sedute consecutive del consiglio comunale e non ha giustificato le assenze». Ecco perché il presidente del consiglio comunale di Cepagatti Angelo Faieta ha avviato il procedimento per dichiarare decaduto il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Daniele Fiucci in base a quanto disposto dal Regolamento del consiglio e dallo Statuto di Palazzo di città. Fiucci, si legge sul documento che gli è stato notificato due giorni fa, è stato assente alle sedute del 6 e 29 novembre e dell’11 dicembre, senza aver prodotto giustificazione per iscritto entro 10 giorni dalle sedute stesse. Per il Regolamento, i consiglieri sono tenuti a partecipare a tutte le sedute, salvo motivato impedimento. E in caso di assenza la giustificazione con l'indicazione dei motivi va comunicata «in forma scritta e documentata al presidente del Consiglio». In caso di assenza senza giustificato motivo a tre sedute consecutive oppure a 5 sedute nell'anno solare, va avviato il procedimento di decadenza. Fiucci potrà presentare le sue osservazioni entro 15 giorni e, una volta trascorso questo termine, la proposta di decadenza sarà sottoposta al Consiglio comunale. Nel provvedimento si fa presente che le assenze sono state tre consecutive (su un totale di 7 sedute complessive convocate ed effettuate) e sono avvenute in meno di 6 mesi. «Questo astensionismo ingiustificato», fa presente Faieta, «costituisce legittima causa di decadenza sul presupposto del disinteresse nell'adempiere il proprio mandato». Le eventuali osservazioni andranno all'esame dei capigruppo per poi chiudere la vicenda con una delibera che sarà votata a scrutinio segreto.
«Un provvedimento abnorme, il primo nella storia del Consiglio comunale di Cepagatti, che ha l'apparenza di una misura punitiva e discriminatoria», ha commentato a caldo Fiucci ricordando di aver «spesso incontrato difficoltà dovute a motivi lavorativi, e tutti lo sanno». Ha anche annunciato di essere pronto a presentare «appello in ogni sede contro questo provvedimento a dir poco assurdo». E l’accusa di disinteresse, conclude, è «del tutto fuori luogo».
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