«Troppe persone bevono e fanno i bulli»

6 Giugno 2022

«Il rischio di incappare in una situazione come quella dell’altra notte c’è. Perché ci sono persone che bevono, che assumono sostanze e ci sono bulli che vogliono dimostrare di essere dei duri, per...

«Il rischio di incappare in una situazione come quella dell’altra notte c’è. Perché ci sono persone che bevono, che assumono sostanze e ci sono bulli che vogliono dimostrare di essere dei duri, per mettere un video sui social, per far parlare di sé. E ci sono giovani che commettono reati per poter dire di essere stati in carcere». Luigi Azzaro, titolare dalla Daga security, referente di Abruzzo e Molise dell’Associazione italiana sicurezza sussidiaria, sottolinea che «il rischio è connesso a questo tipo di lavoro e l’unica tutela che abbiamo è la formazione specifica, anche operativa, che serve a prevenire certi episodi. Dobbiamo essere formati per capire il pericolo», dice. Azzaro parla di come siano cambiate le cose rispetto agli esordi. «Prima la nostra figura non era prevista dalla legge, i buttafuori erano avanzi di galera. Poi abbiamo cominciato a dare delle indicazioni a questi operatori della sicurezza per garantire la tutela degli avventori dei locali e dei locali stessi. E nel 2009 è arrivato il decreto Maroni, sugli addetti ai servizi di controllo» delle attività di intrattenimento e di spettacolo. Ci sono dei requisiti da rispettare, «dalla fedina penale pulita al titolo di studio fino alla frequentazione di un corso di 90 ore della Regione. Poi ci sono le visite mediche. Quando si è in possesso di questi requisiti, viene riconosciuto dal ministero un codice alfanumerico che consente lo svolgimento dell’attività dopodiché arriva il decreto della prefettura. Non tutti fanno lavorare solo personale che ha questi requisiti, ma a Pescara le norme vengono rispettate e l’autorità di pubblica sicurezza ci tutela. È importante anche la collaborazione dei locali, e devo dire che c’è. Ma sono state tante le sanzioni, tanti i locali chiusi», conclude. (f.bu.)