Troppe truffe in vacanza La polizia: ecco cosa fare

La campagna della Polpost per aiutare a stare alla larga dai tentativi di raggiro «Attenzione agli annunci poco chiari e a chi chiede la caparra tramite bonifico»
PESCARA. Prenotare e pagare online la casa per le proprie vacanze ma poi, una volta sul posto, saccorgersi che l’alloggio affittato in realtà non esiste. Un incubo, in cui si ritrovano migliaia di villeggianti ogni anni. Una truffa, quella dell’appartamento “fantasma”, che interessa praticamente tutte le località turistiche.
Per questo, la Polizia Postale e Airbnb, una delle piattaforme web di intermediazione più utilizzate dai turisti che prenotano con il fai da te online, hanno avviato una campagna per aiutare i meno esperti a riconoscere e stare alla larga dai tentativi di raggiro più diffusi. Sono sei – più uno – i consigli anti-truffa stilati per accedere in sicurezza alla piattaforma Airbnb, ma che possono essere applicati a ogni servizio simile.
FRODI IN AUMENTO
«Secondo l’Osservatorio Multicanalità del Politecnico di Milano e di Nielsen, lo scorso anno 30 milioni di italiani hanno effettuato almeno un acquisto online. Il settore dei viaggi, stando alla ricerca, è quello in cui più si utilizza il digitale: quasi 7 utenti su 10, il 65%, acquista una vacanza esclusivamente online oppure alternando online e offline», recita la nota della Polizia Postale con Airbnb, «nel 2020 con lo scoppio della pandemia le segnalazioni sul Sito della Polizia Postale e delle Comunicazioni sono cresciute del 142% rispetto all’anno precedente».
I SEI CONSIGLI
Il primo consiglio per evitare di essere raggirati con la truffa dell’appartamento fantasma: non pagare mai direttamente con bonifico. «Se vi viene proposto di inviare una caparra, non fidatevi: è contrario ai termini del servizio di Airbnb. Pagate esclusivamente attraverso il sito, che in nessun caso prevede il bonifico come strumento di pagamento. Airbnb generalmente trattiene l’intera somma dalla vostra carta di credito e la inoltra all’host solamente 24 ore dopo l’avvenuto check-in, dandovi il tempo di entrare in casa e verificare che tutto sia come pubblicizzato», si legge nella nota di Polizia Postale e piattaforma.
Il secondo: non comunicare fuori dai portali web. «Diffidate da chi vi propone di lasciare Airbnb per accordarvi privatamente con la promessa di uno sconto: è il preludio ad una richiesta di bonifico. Inoltre, non sarete più tutelati dalle garanzie della piattaforma. Restando nella chat dell’applicazione, potrete segnalare in qualsiasi momento al servizio clienti comportamenti sospetti», continua la nota.
Il terzo: occhio a link condivisi via email o sui social. «Diffidate da chi vi contatta tramite un sito di annunci dell’usato o un portale immobiliare generico dicendo di affidarsi ad Airbnb o sui social. C’è il rischio che vi condividano un link a un sito fasullo», si legge ancora.
Il quarto: Attenzione ai siti web cloni. «Indirizzi web complicati devono insospettirvi. Se non siete sicuri, potete cercare su un motore di ricerca il nome dell’annuncio (es. “Luminoso terrazzo Milano”) e “Airbnb” come parole chiave; dovrebbero comparire solamente le pagine legittime».
Il quinto: leggere gli annunci con attenzione. «Un annuncio ben curato è di solito indice di un host e di una casa altrettanto in ordine. Dovrebbero invece mettervi in allarme: un prezzo troppo competitivo per la settimana di Ferragosto, descrizioni particolarmente vaghe, la totale mancanza di recensioni o un profilo utente creato da pochi giorni».
Il sesto: attenzione agli alloggi “esca”. «Se una volta arrivati a destinazione vi si chiede un cambio di sistemazione, ovviamente non all’altezza di quella prenotata, usando come scusa un problema improvviso sorto nell’appartamento originario che lo ha reso momentaneamente inagibile, la cosa migliore è documentare tutto e contattare subito la piattaforma per avere un rimborso totale».
Il settimo consiglio, che vale solo per piattaforme come Airbnb: «Airbnb non è un’agenzia immobiliare. Diffidate di chi vi dice di “aver dato incarico ad Airbnb” di mostrarvi la casa. Il sito infatti è solamente un portale di intermediazione, equidistante da host e guest. Non esiste “personale Airbnb con le chiavi”, come se si trattasse di agenti immobiliari».(l.t.)

