«Troppi debiti fuori bilancio»: domani il caso arriva in consiglio

27 Novembre 2022

Al via la discussione sulle «criticità» scoperte dalla magistratura contabile: ecco il piano di Masci La manovra con le contromisure passa in commissione Finanze, il Pd e il M5S si astengono: è lite

PESCARA. I conti a due facce del Comune di Pescara arrivano in aula domani dalle ore 9.30: è stato centrato «il raggiungimento degli obiettivi intermedi del piano di riequilibrio finanziario» ma, avverte la delibera da mettere ai voti, è necessario «sanare le criticità ancora esistenti». Al terzo punto del consiglio comunale c’è la discussione sull’ultima pronuncia della Corte dei conti che, in una relazione di 31 pagine, ha detto che se, da una parte, gli obiettivi del piano per risanare i bilanci sono per ora colti, dall’altra, si registra «la permanenza di rilevanti fattori di criticità che sono potenzialmente in grado di minare il mantenimento degli equilibri di bilancio». E uno di questi è «una cospicua mole di debiti fuori bilancio». Il sindaco Carlo Masci e l’assessore alle Finanze Eugenio Seccia presentano le contromosse.
TRE CRITICITà Nella delibera che l’amministrazione Masci si appresta a discutere – nella commissione Finanze presieduta dal consigliere Salvatore Di Pino il testo è stato approvato già con 17 voti favorevoli e l’astensione dell’opposizione (Pd, M5S e Azione) che preannuncia una resa dei conti in consiglio – c’è scritto che sono tre le «criticità» sollevate dalla magistratura contabile: «Necessità della costituzione di un fondo contenzioso nell’ambito della spesa corrente»; «Costante presenza di debiti fuori bilancio»; «Riduzione della spesa corrente». Sul primo fronte, l’amministrazione assicura che «entro il 30 novembre si provvederà a stanziare una somma adeguata a fronteggiare le possibili situazioni debitorie»; sui debiti fuori bilancio, che la Corte dei conti considera «una patologia costante della gestione» e che nel 2021 sono stati quantificati in 726.086,43 euro, «sarà cura dell’ente monitorarne l’andamento e fronteggiare la loro insorgenza attraverso stanziamenti a competenza»; sui risparmi da conseguire, «è obiettivo dell’amministrazione monitorare nel prosieguo dell’esercizio e per gli anni a venire il contenimento della dinamica della spesa corrente».
LE MULTE ARRETRATE Ma, nella relazione della Corte dei conti, ci sono anche altri capitoli: uno è quello delle multe mai riscosse, cioè soldi finti in grado di minare i bilanci. Il documento parla di «lentezza delle riscossioni che, in particolare, per le sanzioni derivanti da violazioni al codice della strada continua a determinare la formazione di importanti residui attivi». La delibera da votare, però, non menziona le multe arretrate. Il caso è affrontato, invece, in una risposta inviata direttamente alla Corte dei conti in cui il Comune aveva parlato apertamente di scarse previsioni di incasso: «Ad oggi ci troviamo di fronte ad una nuova emergenza economica dovuta all’inflazione e all’aumento del costo dell’energia, che genereranno costi insostenibili per le imprese e per le famiglie con un inevitabile impatto negativo anche sulle entrate dell’ente, ciò nonostante alla data del 12.09.2022 i dati delle riscossioni sono ampiamente positivi».
GIACENZE SUI CONTI Altra «criticità» segnalata dalla magistratura contabile riguarda l’esistenza di conti correnti con giacenze: «Nonostante il costante ricorso ad anticipazioni di tesoreria, l’ente presenta rilevanti giacenze sui conti correnti postali intestati all’amministrazione comunale». Su questo, in un documento trasmesso alla Corte dei conti, i revisori dei conti del Comune avevano detto: «È evidente che in una situazione di ricorso all’anticipazione di tesoreria, la presenza di giacenze cospicue di fondi presso gli uffici postali non è compatibile con alcun principio di economicità della gestione, soprattutto quando il saldo è così elevato (euro 2,5 milioni circa)». Secondo l’amministrazione Masci, invece, si tratterebbe di somme non utilizzabili direttamente per le spese.
ALTRI DUE ANNI L’amministrazione pescarese resterà sotto esame della magistratura contabile per i prossimi due anni: è l’effetto del predissesto dichiarato nel 2015 dal centrosinistra.
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