Troppi debiti, l’Aca stacca l’acqua al palazzo

30 Giugno 2022

Bollette non pagate per 17mila euro. Protestano gli inquilini: «A secco anche famiglie con disabili»

MONTESILVANO. Alcuni inquilini sono morosi, il debito arriva a 17mila euro e l’Aca sospende la fornitura di acqua a una palazzina popolare di via Rimini. Ma a restare con i rubinetti a secco sono anche famiglie con bimbi piccoli e disabili gravi. È quanto accaduto ieri pomeriggio al civico 10 delle palazzine Ater del quartiere Ranalli dove, nel pomeriggio, 12 famiglie si sono ritrovate improvvisamente senza acqua. Dopo una rapida verifica, alcuni residenti hanno notato che la fornitura era stata interrotta proprio dall’azienda acquedottistica per via di una morosità pregressa non imputabile a tutti i condomini colpiti dalla mancanza idrica. Per questa ragione gli abitanti della palazzina sono scesi in strada, chiedendo anche l’intervento dei carabinieri, per sollecitare la riattivazione del servizio.
A farsi portavoce del disagio comune, ricostruendo la situazione di debito che la palazzina si porta dietro da anni è Raffaella Abate, inquilina dello stabile. «Dopo aver ottenuto l’alloggio nel 2017», riferisce, «sono andata all’Aca ad informarmi per capire come funzionassero i contatori dell’acqua e ho scoperto che ce n’era uno unico per tutta la palazzina e che il condominio aveva già un debito di 13mila euro. Da allora ho sollecitato spesso l’Ater affinché venissero divise le utenze così da non dover fare i conti con chi non vuole o non può pagare. Ma senza successo». Intanto il debito è arrivato a 17mila euro, una cifra troppo alta per i residenti della palazzina, molti dei quali disoccupati o in situazioni di difficoltà. E così l’Aca ieri è intervenuta per disalimentare lo stabile, lasciando a secco tutti. «Ero al mare con i miei figli, uno dei quali piccolo e con una grave disabilità, quando mi hanno avvertito che non c’era l’acqua», racconta Samantha Filippone. «È una situazione insostenibile e chiediamo che il problema venga risolto perché non sappiamo come fare».
A raccogliere l’appello dei residenti anche Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine Determinate: «Di chiunque sia la morosità o a chiunque appartenga non ha importanza», commenta, «non si può e non si deve assolutamente chiudere l’acqua a nessuno in considerazione del fatto che in quello stabile abitano tre persone con grave disabilità. Fare ciò con questa afa significa far rischiare addirittura la vita a persone che hanno una condizione molto precaria». (a.l.)