«Troppi immigrati, è emergenza»

Il sindaco dà il via libera all’assistenza per venti stranieri in più
PENNE. Troppi immigrati a Penne e il sindaco Rocco D’Alfonso deroga al regolamento di igiene comunale consentendo agli stranieri, arrivati lo scorso giugno, di essere ospitati all’interno della casa di riposo De Sanctis Del Bono gestita dalla Asp (Associazione servizi per la persona) di Pescara. Nei mesi scorsi, dopo alcuni controlli effettuati da polizia locale, Asl e ufficio Urbanistica del Comune, furono riscontrate irregolarità nelle sistemazioni: gli alloggi, soprattutto quelli maschili, erano ancora in una fase di cantiere al momento dell’ispezione. Anche l’installazione dei servizi igienici non convinse, in quanto privi di divisori. Le ispezioni produssero un’ordinanza del sindaco che invitò la Asp a ridurre il numero degli immigrati ospitati da 31 a 11, come previsto dal regolamento comunale d’igiene. A distanza di mesi, però, la situazione sembra nuovamente cambiata. D’Alfonso ha siglato una nuova ordinanza con la quale dispone, in virtù della grave situazione di emergenza immigrati e dopo una nota della Asl di Pescara, che la Asp non rispetti il regolamento di igiene comunale per quanto riguarda l’accoglienza dei 31 immigrati. Nell’atto del sindaco, inoltre, non vengono stabiliti né per quanto tempo sarà consentita la deroga e né per quanti immigrati. La situazione è ancor più intricata se si considera il fatto che la nuova ordinanza è stata emessa dopo una nota della Asl di Pescara che ha di fatto contraddetto quanto stabilito dagli uffici Asl di Penne a seguito del sopralluogo effettuato l’estate scorsa.
«L’ordinanza prevede la deroga fin quando ci sarà l'emergenza immigrati», spiega il sindaco, «l’atto avrà anche la conseguenza di sbloccare l’autorizzazione della prefettura e siglare il protocollo tra Asp, Comune e prefettura, per permettere agli immigrati di effettuare lavori di pubblica utilità (manutenzione, pulizia). La ratio dell’ordinanza è permettere alla casa di riposo di poter ospitare gli immigrati in questa situazione di emergenza».
Francesco Bellante
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