TROPPI PARTITI PROVIAMO A VOLTARE PAGINA
Se si volesse dare una risposta definitiva alle attese dei cittadini, partiti e leader farebbero bene a mettersi davvero al lavoro per riparare ai guasti della partitocrazia. Quella sfilata di gruppi...
Se si volesse dare una risposta definitiva alle attese dei cittadini, partiti e leader farebbero bene a mettersi davvero al lavoro per riparare ai guasti della partitocrazia. Quella sfilata di gruppi e gruppetti vista nei giorni scorsi al Quirinale faremmo bene a risparmiarcela in futuro. Ben sapendo che neanche la migliore delle leggi elettorali può risolvere i nostri problemi. Neanche il più ferreo dei sistemi maggioritari, neanche la più alta delle soglie di sbarramento immaginabili potrà mai impedire la frammentazione. Dalle urne potranno anche uscire due soli partiti in futuro, ma sino a quando gli eletti continueranno poi a creare gruppi e sottogruppi in Parlamento e fuori (Regioni e comuni compresi, vedere il caso Abruzzo alle pagine 4-5) ci sarà poco da sperare. L’agognata fine della frammentazione, la desiderata stabilità politica resteranno solo un sogno. Perché il problema vero della polverizzazione partitica sta anzitutto nel modo di concepire la politica. Per adesso condizionata da egoismi e interessi personali. Troppi. E inclini poco e niente a mettersi al servizio del bene comune. Tanto da fare rimpiangere i tempi andati della vecchia, criticatissima prima Repubblica.
Primo Di Nicola

