Troppi pazienti, blitz dei Nas a Otorino

28 Agosto 2020

Sovraffollamento nelle camere di degenza, in corridoio e negli spazi del day hospital: superato il tetto di 15 ricoverati 

PESCARA. Troppi letti in reparto. Sovraffollamento ovunque e quindi non soltanto nelle camere di degenza, ma anche in corridoio e negli spazi del day hospital. E' questa la situazione che si registra nell'area dell'ospedale di Pescara situata al quarto piano (ala est), che accoglie l'unità complessa di Otorinolaringoiatria e Chirurgia cervico facciale, l'unità operativa semplice di Chirurgia maxillo facciale e l'unità operativa semplice di Chirurgia plastica.
I pazienti si lamentano, borbottano, perché il numero di letti in eccesso non garantisce, tra l'altro, la privacy dei ricoverati, visto che in alcuni casi vengono usate delle lenzuola per isolare alla meglio chi è costretto a stare in spazi diversi da quelli di degenza. E poi si lamentano perché i parenti non possono entrare, per evitare assembramenti e tenere lontano il rischio del Covid, ma di fatto in reparto sembrano circolare un bel po' di persone.
E il personale in servizio, ovviamente, è costretto a fronteggiare una situazione più pesante di quella ordinaria, visto che nel reparto non potrebbero essere presenti contemporaneamente più di 15 degenti per volta, in base alle disposizioni della stessa Asl, e invece nell'ultimo periodo si è arrivati anche a 21. Di queste criticità è venuto a conoscenza anche il personale del Nucleo antisofisticazione e sanità dei carabinieri, agli ordini del colonnello Domenico Candelli, che ieri mattina ha raggiunto l'ospedale Spirito Santo per un sopralluogo finalizzato proprio a esaminare il reparto e accertare eventuale anomalie e irregolarità.
Poi, eventualmente, come da prassi, sarà segnalato quanto emerso all'autorità sanitaria, e cioè al sindaco, oltre che alla Asl e alla Regione per i provvedimenti necessari. Una situazione non nuova all'ospedale di Pescara, visto che in passato si sono creati affollamenti analoghi anche in altri reparti, primo tra tutti Geriatria, e non sono mancate le contestazioni dei ricoverati e dei parenti che chiedevano un trattamento migliore se non addirittura giustizia e per questo si sono rivolti proprio ai carabinieri del Nas.
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